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martedì 5 novembre 2013

KONICA C35 AUTOMATIC (1971)

Gli anni '70 si possono considerare la vera e propria età dell'oro per le fotocamere  compatte 35mm: si realizzavano ancora corpi macchina interamente in metallo ma dotati di una elettronica sempre più sofisticata e di ottiche dalle prestazioni superlative.
 
Ormai i colossi tedeschi che avevano dominato il mercato fotografico negli anni '50 e '60 cedevano inesorabilmente il campo alla concorrenza giapponese. Ma mentre alcuni nomi come Nikon o Pentax restavano ancora orientati al mercato della fotografia professionale, altri come Ricoh, Chinon, Konica, Petri e Olympus furoreggiavano con le loro compatte di eccellenza!
 
 
Modelli come le Olympus 35, Minolta Hi-Matic e Konica C35 stupivano il mondo per la straordinaria qualità delle loro ottiche, per il corpo compatto e il design moderno e l'elettronica sofisticata che consentiva foto sempre perfette... "a prova di errore".
 
La KONICA C35 AUTOMATIC è stata una autentica icona degli anni '70 tra le fotocamere compatte per il formato 35mm. 
 
 
Grazie a un corpo macchina tascabile, una linea moderna e accattivante, una dotazione tecnica di altissimo livello e una costruzione di qualità divenne un punto di riferimento per tanti modelli concorrenti che la seguirono a breve distanza dal lancio.
 
Anzitutto, fino ad allora non era dato di trovare una fotocamera a telemetro dalle dimensioni così compatte. In secondo luogo, la fotocamera era dotata di una raffinata e luminosa ottica in 4 elementi, ma soprattutto di un esposimetro di ultima generazione, inserito direttamente nel barilotto dell'obiettivo per cui quando si impiegavano dei filtri non occorreva calcolare alcun fattore di correzione dell'esposizione, la quale veniva determinata tenendo conto anche della presenza del filtro davanti all'obiettivo.  
 
La dotazione tecnica è ancora oggi di tutto rispetto e include:
- Obiettivo KONICA HEXANON in 4 elementi con focale di 38mm
- Diaframma con aperture da f/2.8 a f/14
- Otturatore centrale lamellare di tipo "COPAL B MAT" a controllo elettronico
programmato con tempi di scatto  da 1/30 sec. a 1/650 più la posa B.
- Inquadratura con mirino galileiano, con indicazione del tempo di scatto e apertura diaframma
- Messa a fuoco mediante telemetro a a partire da 1mt.
- Esposimetro di tipo Cds dislocato sull'obiettivo per una lettura accurata della luminosità della scena e con sensibilità da 25 a 400 iso
- Autoscatto
- Slitta per flash esterno e contatto caldo di sincronizzazione
- Predisposizione per filtri di diametro 46mm
 
Questa splendida telemetro compatta costituisce una scelta ideale per chi si avvicini per la prima volta alla fotografia tradizionale a pellicola e voglia sperimentarne il fascino senza complicarsi la vita con numerosi settaggi. La qualità dei risultati è garantita! 
 

venerdì 1 novembre 2013

AGFA JSOLY JUNIOR (1961)

La storia della fotografia è costellata di clamorose copie o "cloni" delle fotocamere di maggiore successo: la Zeiss Contax (Kiev 4), la Leica (Fed e Zorki), la Voigtlander Brillant V6 (Lomo Lubitel), la Braun Paxette (Agilux Agima), la Hasselblad (Kiev 88), la Pentacon Six (Kiev 6) e la lista è ancora lunga... 
 
Se la copia di modelli di eccellenza è fatto noto e, tutto sommato, prevedibile in pochi però sanno che anche la piccola e modesta AGFA ISOLY è stata vittima di plagio... e che plagio!!!


La mitica "DIANA", oggi ambitissima lomo cinese prodotta negli anni '60 e venduta ormai a prezzi da capogiro perchè considerata la più antica fotocamera Lomografica, in realtà non è altro che una COPIA della Agfa Isoly. 
 
Da un confronto diretto di questi due modelli appare evidente la somiglianza ma anche sotto il profilo dei risultati la Agfa è decisamente all'altezza del "titolo" che le è stato rubato: CAPOSTIPITE DELLA LOMOGRAFIA!!!
 
 
Per verificare quanto sopra, vi invito caldamente a visitare i link sotto riportati perchè il sito "holgarepublic.com" ha effettuato un illuminante confronto diretto tra la Diana e la Agfa Isoly.

http://www.holgarepublic.com/isoldiana.html
http://www.lomography.com/search?query=agfa+isoly

Ai cultori della lomografia non occorre aggiungere altro... Se al loro tempo le "aberrazioni" ottiche generate da questo tipo di lenti erano considerati una inevitabile conseguenza del basso costo, dagli anni '90, con l'esplosione della LOMOGRAFIA, tutto è cambiato e anzi oggi si cerca di riprodurre perfino via software questi effetti.
 
Cultori della "Street Photograpy" e artisti dell'immagine, inesperti e smanettoni hanno cominciato ad acquistare e utilizzare queste fotocamere preferendole alle digitali, tant'è che oggi le uniche macchine a pellicola ancora prodotte e vendute sono quasi esclusivamente di tipo lomografico.
 
Col tempo e l'affermarsi di questo fenomeno una miriade di prodotti cinesi male assemblati (Holga, Fisheye, Action Sampler, ecc.) hanno invaso il mercato a prezzi spropositati ma paradossalmente gli strumenti migliori restano quelli tradizionali e ormai da tempo fuori produzione: LOMO (le Originali Russe) DIANA, HALINA e... AGFA ISOLY!!!. 
 
Per poter utilizzare questa macchina non avrete bisogno di alcun manuale d'uso nè di conoscere i segreti della fotografia. Che voi siate un principiante o un professionista della fotografia non dovrete fare altro che inquadrare e scattare... dopo lo sviluppo vedrete i risultati!
 
Inoltre, a differenza delle moderne "plastiche cinesi", avrete tra le mani una solida macchina tedesca che non vi cadrà mai a pezzi fra le mani... meditate!

AGFA SILETTE VARIO (1959)

Nei primi anni '60 la Germania poteva vantare con orgoglio la più importante industria fotografica del mondo. Zeiss Ikon, Voigtlander, Pentacon, Ihagee, Agfa e Kodak detenevano un primato difficilmente contrastabile, sia nella produzione di macchine reflex professionali che delle compatte di fascia amatoriale.
 
In questo contesto storico videro la luce alcuni piccoli gioielli come la Contina di Zeiss, la Paxette di Braun, la Retinette di Kodak e la Silette di Agfa.  
 
 
La SILETTE VARIO in oggetto appartiene alla seconda serie, prodotta a partire dal 1959.
L'aspetto era migliorato rispetto a quello un po'spartano della prima serie, grazie a un corpo più compatto e caratterizzato da linee curve, ma la sostanza restava immutata... in puro stile teutonico.
 
La fotocamera è dotata di una eccellente ottica in tre elementi, mentre l'otturatore è un affidabile e collaudato Gauthier "Vario" utilizzato sulla maggior parte dei modelli di fabbricazione tedesca. 
 
 
Queste le principali caratteristiche tecniche:
- Ottica AGFA "COLOR AGNAR" in 3 elementi e con focale di 45mm
- Diaframma a iride con aperture da f/3.5 a f/22
- Otturatore centrale lamellare Gauthier VARIO con tempi di scatto da 1/25 sec. a 1/200 sec. e posa B
 - Inquadratura con mirino galileiano
- Messa a fuoco su scala metrica mediante rotazione della ghiera dell’obiettivo
- Slitta e contatto di sincronizzazione per flash esterno
- Possibilità di comando a distanza dell'otturatore mediante cavetto flessibile 
 
In conclusione, una fotocamera dalle dimensioni compatte, dotata di un'ottica tedesca di qualità e di una completa manualità delle impostazioni, senza alcuna dipendenza dall'elettronica o dalle batterie.
 
Non sottovalutate questa fotocamera lasciandovi ingannare dal suo aspetto semplice ed essenziale. Se non avete mai posseduto una fotocamera di fabbricazione tedesca probabilmente non conoscete ancora di quale nitidezza d'immagine e brillantezza dei colori fossero capaci queste fotocamere!