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giovedì 24 ottobre 2013

ARSENAL KIEV 30M (1987)

La genesi delle fotocamere di formato 16mm è singolare e risale alla prima MINOX del 1936, realizzata dal tedesco Walter Zapp.
 
Nelle intenzioni del suo creatore questo tipo di fotocamera era destinato alle masse e ne era prevista una larga diffusione ma gli elevati costi di produzione e le dimensioni davvero minime ne fecero presto un sofisticato oggetto di lusso per uomini di potere e per lo spionaggio militare e industriale. 
 
 
Altri costruttori produssero modelli 16mm simili alla Minox ma l'uso prevalente restò sempre lo spionaggio, per la facile occultabilità che rendeva questi gioiellini ideali per scattare foto di obiettivi militari o copiare documenti e progetti coperti da segreto industriale o militare.
 
Tra queste, fotocamere spiccano in particolare la MINOLTA 16 e la sua copia sovietica: la KIEV VEGA / KIEV30, che nelle prime versioni poteva utilizzazzare gli stessi caricatori della Minolta 16 e solo in seguito fu via via perfezionata e differenziata per aumentarne la capacità di caricamento (dalle 20 foto iniziali a 30). 
 
 
Della KIEV VEGA / KIEV30 fu realizzata addirittura una speciale versione "mimetica" per le spie sovietiche del KGB dislocate sul territorio britannico: la ricercatissima JOHN PLAYER SPECIAL camuffata da pacchetto di sigarette... altro che i film di 007!!!
 

Prodotta per soli due anni (1987-89) la KIEV 30M è una variante rara della più comune KIEV 30, di cui riprende quasi interamente le caratteristiche tecniche.
 
A dispetto delle dimensioni davvero minime, si tratta di una fotocamera interamente realizzata in metallo e completa di tutte le impostazioni di scatto tipiche di una fotocamera professionale: dalla regolazione dei tempi ai diaframmi alla messa a fuoco.
 

Queste le sue caratteristiche principali:
- Obiettivo IMDUSTAR-M con focale di 23mm
- Diaframma con aperture da f/3.5 a f/11
- Otturatore con tempi di scatto da 1/30sec a 1/200sec.
- Messa a fuoco regolabile a partire da 50cm
- Mirino ottico di tipo galileiano
- Dimensioni: chiusa 84×46×27mm, in posizione di scatto 108×46×27mm
- Peso: 180 grammi 
 

mercoledì 23 ottobre 2013

MINOLTA XG-1 (1979)

MINOLTA è stato uno dei costruttori di fotocamere più antichi del Sol Levante e uno dei nomi eccellenti della fotografia. La precisione della meccanica, la qualità dei materiali e degli assemblaggi e l'eccellenza delle ottiche Minolta-Rokkor hanno sempre rappresentano un punto di riferimento per l'intera concorrenza, giapponese ed europea.
 
Prodotta dal 1979, la MINOLTA XG-1 appartiene al "nuovo corso" tecnologico inaugurato da Minolta sul finire degli anni '70.
Si trattava di una nuova generazione di modelli reflex caratterizzati da un corpo particolarmente compatto, otturatori a controllo elettronico e impostazioni semi-automatiche accanto a quella consueta completamente manuale.
 
 
In particolare, al fine di limitare al massimo il consumo delle batterie, queste fotocamere erano dotate del sistema "Touch Switch" per cui, una volta accesa, la fotocamera restava in "Stand-by" finchè non si sfiorava leggermente il pulsante di scatto e solo allora venivano pienamente attivate tutte le funzioni.  
 
La MINOLTA XG-1 è una reflex dalla linea ancora molto gradevole, a dispetto dei suoi oltre 30 anni, ma al di là dell'estetica, si tratta di un modello di grande sostanza poichè è in grado di funzionare sia in modalità completamente manuale (l'utente decide tempi e diaframmi) sia in modalità semi-automatica a priorità di diaframmi. In quest'ultimo caso l'utente seleziona l'apertura diaframma e la macchina sceglie il tempo di scatto più opportuno.
 
 
L'utilizzo della macchina è facilitato da una serie di indicatori a led visibili nel mirino: una scala dei tempi con indicazione del valore impostato e di quello suggerito dall'esposimetro, del segnale di pronto flash e di test delle pile. 
 
La dotazione tecnica è ancora oggi di tutto rispetto:
- Obiettivo Minolta MD con focale 50mm
- Diaframma a iride con aperture da f/2 a f/22
- Otturatore sul piano focale controllato elettronicamente, con tendine in tessuto a scorrimento orizzontale e tempi di scatto da 1sec. a 1/1.000sec più la posa B
- Esposimetro con lettura di tipo TTL e sensibilità ISO da  12-6400
- Selettore di compensazione dell'esposizione con intervallo +/- 2EV
- Autoscatto elettronico con ritardo di 10 secondi, disinseribile manualmente
- Baionetta di tipo Minolta MD
- Alimentazione con due pile LR44 o SR44 (costo 1 euro cad.)
 
Questo modello, grazie alla sua qualità e versatilità, rappresenta una valida scelta sia per l'amatore esperto che per lo studente di fotografia (che necessitano di una completa manualità) ma anche per chi voglia avvicinarsi per la prima volta al mondo delle reflex analogiche, grazie alla modalità semi-automatica che rende la fotocamera semplice da usare come una compattina digitale.
 
Per ulteriori info ed esempi eloquenti di foto scattate con questo modello, visitate i seguenti links:
http://blog.jimgrey.net/2013/07/19/minolta-xg-1/
http://www.flickr.com/photos/stitch/sets/72157600280529237/

BENCINI KOROLL 24 S (1953)

Il marchio BENCINI ha una storia piuttosto antica alle spalle. Fondata a Milano nel 1937 col nome ICAF, mutò brevemente in CMF e poi, nel dopoguerra, definitivamente in CMF Bencini.
 
L'azienda ha realizzato una ampia gamma di fotocamere ma quelle più famose risalgono agli anni '50, caratterizzate da un corpo interamente in lega di alluminio pressofuso e uno stile elegante e inconfondibile!
 
 
La KOROLL 24 S è uno dei modelli più prestigiosi e meglio rifiniti realizzati da Bencini. Anche per questa fotovamera di medio formato la ricetta era quella ben collaudata: massima semplicità costruttiva, affidabilità e "fascino cromato" grazie all'impiego dell'alluminio per la realizzazione del corpo macchina.
 
Caratterizzata da dimensioni più imponenti rispetto alle più economiche "Comet", la KOROLL 24 S dispone di due diverse aperture diaframma (f/9 e f/16) e tempo di scatto singolo (1/50sec.) più la posa B.
L'obiettivo è dotato anche di una filettatura per equipaggiarvi dei filtri o un tappo obiettivo in metallo.  
 
 
L'aspetto più interessante, tuttavia, riguarda il funzionamento con pellicola di formato 120, ancora ampiamente reperibile sia a colori che per il bianco e nero, che la rende ancora oggi perfettamente fruibile.
 


Un altro aspetto, davvero geniale, è che si tratta di una fotocamera "Half Frame" ossia in luogo dei canonici 8 o 12 fotogrammi ne realizza ben 24 su un comune rullo 120. Questo grazie al fatto che i fotogrammi sono di dimensioni  3x4,5 cm in luogo dei classici 6x9cm o 6x6cm.
 
Fate bene attenzione: questo modello è molto più raro delle comuni Comet e soprattutto Koroll II che trovate in giro!
 

Per ulteriori info e immagini visitate i seguenti link:
http://photo.net/classic-cameras-forum/00BYn1
http://www.collection-appareils.fr/Bencini/html/korol.php
http://www.flickr.com/photos/monaxle/sets/72157607346103176/
http://www.flickr.com/photos/god_dess_ss/sets/72157594513117394/
http://www.artemisworks.plus.com/koroll/index.htm

venerdì 11 ottobre 2013

RICOH 500 G (1972)

Gli anni '70 hanno segnato una tappa cruciale nella storia della fotografia. Venivano realizzati gli ultimi modelli di fotocamera con corpo ancora interamente in metallo ma con le ottiche di qualità sempre migliore. La tendenza era quella di compattare sempre di più le dimensioni ma senza pregiudicare (anzi!) la qualità fotografica... tutto questo prima dell'avvento dell'autofocus, delle lenti zoom e dei corpi in plastica!
 
Il passare dei decenni ha definitivamente consacrato le fotocamere di quella generazione:  le compatte realizzate da Olympus, Konica, Minolta e Ricoh in quegli anni sono ormai leggendarie ed universalmente apprezzate per la straordinaria nitidezza delle ottiche, i loro colori saturi e brillanti e la grande facilità d'utilizzo.
 
 
La RICOH 500 G rappresenta uno dei modelli più completi e di maggior successo della intera produzione Ricoh e, ancora oggi, uno dei modelli più apprezzati in assoluto tra le compatte degli anni '70.
 
Questa fotocamera, infatti, è in grado di funzionare sia in modalità completamente manuale sia in modalità semi-automatica a priorità di tempi. In quest'ultimo caso l'utente imposta il tempo di scatto desiderato e la fotocamera adotta in automatico l'apertura diaframma ritenuta più opportuna in base alla lettura fornita dall'esposimetro.
 
 
A tutto ciò si aggiungono una ottica di pregio e alcune chicche tecniche come le messa a fuoco assistita da telemetro, l'esposimetro e l'autoscatto.
 
Queste le specifiche tecniche:
- Obiettivo RICOH "RIKENON" con focale di 40mm
- Diaframma a iride con aperture da f/2.8 a f/16
- Otturatore centrale lamellare con tempi di scatto da 1/8sec. a 1/500sec. più la posa B
- Inquadratura con mirino ottico galileiano
- Messa a fuoco, assistita da telemetro, su scala metrica mediante rotazione della ghiera dell’obiettivo
- Esposimetro CDS con sensibilità da ISO 25-800
- Autoscatto
- Slitta per flash a contatto caldo (l'otturatore sincronizza con il flash su tutti i tempi, fino a 1/500)
- Predisposizione per filtri diametro 46mm
- Possibilità di comando a distanza dell'otturatore mediante cavetto flessibile
 
Questa splendida telemetro compatta, grazie alla modalità completamente manuale, costituisce la scelta ideale per chi si avvicini per la prima volta alla fotografia tradizionale a pellicola e voglia apprenderne la tecnica, ma anche per chi, avendo già una buona padronanza, desideri la possibilità di un completo controllo di tutte le impostazioni di scatto.
 
E poi... La qualità dei risultati è garantita! Per ulteriori info e per farvi un idea della qualità delle foto ottenibili con questo piccolo gioiello visitate i seguenti link:
http://mattsclassiccameras.com/ricoh_500g.html
http://www.flickr.com/groups/23015049@N00/pool/