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martedì 30 aprile 2013

FUJICA STX-1N (1982)

Nel mondo della fotografia, gli anni '70 segnarono  la definitiva affermazione dell'industria giapponese sui suoi rivali storici. L'industria tedesca, in seria crisi per i costi di manodopera divenuti proibitivi, perse definitivamente la sua leadership e fu lentamente relegata alla produzione di macchine "di nicchia" per pochi privilegiati.
 
I modelli giapponesi dettavano ormai le tendenze di mercato, sia nello stile che nella tecnica, ma le reflex di quegli anni erano ancora troppo pesanti ed imponenti.
 
 
Insieme ad Olympus, la Fuji fu uno dei primi costruttori a cercare di rendere più maneggevoli queste fotocamere e più adatte anche a un pubblico femminile o di appassionati che avessero esigenza di spostarsi spesso ma senza portarsi dietro grossi ingombri o pesi.
 
In questo contesto, la FUJICA STX-1N è uno dei migliori esempi di macchina reflex completamente manuale mai costruita: corpo compatto, linea elegante e intramontabile, eccellente qualità ed ampiezza del parco ottiche Fuji.
 
 
Più che di una rivoluzione, si trattò di un ulteriore affinamento delle caratteristiche già ben note della FUJICA ST 605 con passo a vite e della FUJICA STX-1 con baionetta Fujica-X, rispetto alla quale il classico indicatore ad ago dell'esposimetro fu sostituito da led luminosi visibili nel mirino.
 
Restavano invariate le altre caratteristiche di docilità della meccanica, silenziosità e affidabilità che fecero di queste reflex uno dei maggiori successi commerciali per il marchio FUJIFILM. 
 
Ecco le principali caratteristiche tecniche di questo modello:
- Obiettivo "X-FUJINON" con lunghezza focale di 50mm
- Diaframma a iride con valori di apertura da f/1.9 a f/16
- Distanza minima di messa a fuoco: 60cm
- Tempi di scatto da 1/2sec. a 1/700sec
- Esposimetro con lettura di tipo TTL e sensibilità da 25 a 3.200 ISO
- Slitta flash con contatto caldo
- Autoscatto
- Baionetta Fujica-X
 
L'esposimetro è alimentato con due comuni batterie del tipo SR44 o LR44 (reperibili ovunque a circa 1 euro) ma per il resto la macchina è completamente manuale (messa a fuoco, settaggio dei tempi e apertura diaframma). Dunque nessun problema anche nel caso di guasti all'esposimetro o mancanza della batteria.
Come dicevo in precedenza, le reflex manuali Fujica sono considerate delle macchine universali, ottime sia per lo studente di fotografia che voglia avvicinarsi per la prima volta al mondo delle reflex sia per gli amatori più smaliziati.
 
Per maggiori info e esempi di foto ottenibili, vi invito a visitare i seguenti link:
http://camerapedia.wikia.com/wiki/Fujica_STX-1N
http://www.flickr.com/groups/fujicastx-1/pool/

mercoledì 24 aprile 2013

ZEISS WERRA 1E (1965)

Werra è il nome di un fiume della Germania centrale, ma la maggior parte degli appassionati di fotografia associa questo nome a un rivoluzionario modello prodotto da Carl Zeiss a inizio anni '60.
Progettata e costruita a Jena, in Germania Est, la Werra è infatti uno dei pochi modelli a fregiarsi del mrchio "Carl Zeiss" al posto del più comune "Zeiss-Ikon".
 
A prima vista la Werra può sembrare una fotocamera come tante ma, a ben vedere si scoprono tante raffinatezze tecniche e stilistiche che la collocano nell'olimpo delle fotocamere più belle e originali di sempre.
La prima cosa che salta all'occhio è la mancanza dei classici comandi presenti sulle altre fotocamere: manca la leva di avanzamento della pellicola e anche il pomello di riavvolgimento della stessa... mancano rotelle e tasti di ogni genere e di familiare si intravede solo il pulsante dello scatto e la slitta per il flash.
 
 
Ebbene, il bello di questa fotocamera sta proprio nella assoluta pulizia delle linee. Non manca nulla eppure tutto è perfettamente integrato nella forma del corpo macchina!
L'avanzamento della pellicola e il caricamento dell'otturatore, ad esempio, avvengono con un unico gesto, ossia ruotando l'anello metallico che è alla base del corpo obiettivo.
 
Un altro aspetto unico, per una fotocamera di quell'epoca, era la possibilità della correzione diottrica per coloro che usano gli occhiali... geniale vero?                          
E cosa dire dell'otturatore con tempi di scatto fino a 1/750sec. da fare invidia alle migliori macchine reflex professionali? Cosa aggiungere sulla mitica ottica Zeiss Tessar? 
 
 
Queste le principali caratteristiche tecniche:
- Ottica di eccellenza Carl Zeiss "TESSAR" in 4 elementi con focale di 50mm
- Diaframma con aperture da f/2.8 a f/16
- Otturatore centrale lamellare "Prestor RVS" con tempi di scatto da 1s. a 1/750sec.
- Mirino con possibilità di correzione diottrica
- Slitta flash
- Possibilità di comando a distanza dell'otturatore mediante cavetto flessibile
 
Non c'è alcun dubbio che la Werra sia uno dei più importanti pezzi di collezionismo fotografico, all'avanguardia nello stile e nella tecnica per anni, ma anche una eccellente macchina a funzionamento completamente manuale in grado di fornire ancora oggi foto ineguagliabili da qualsiasi macchina digitale.
 

YASHICA-MAT LM (1958)

Negli anni '30 la tedesca Rollei (Franke & Heidecke) lanciò un tipo di fotocamera completamente nuovo e destinato a cambiare il corso della storia: la reflex biottica.
 
Questo schema tecnico fu subito emulato anche dagli altri due colossi tedeschi, Zeiss e Voigtlander, e il successo di queste macchine fu tale che negli anni '50 ormai la biottica era divenuta sinonimo di macchina professionale per il medio formato.
 

I migliori fotografi di moda, ritrattisti, foto-giornalisti e paparazzi ne utilizzavano una; poi seguirono i foto-amatori e infine anche le masse cominciarono a desiderare una biottica.
Anche molti costruttori giapponesi si cimentarono nell'impresa e, per circa un trentennio, svilupparono e vendettero una ampia gamma di reflex biottiche. 
 
Yashica è stato sicuramente il maggior produttore di biottiche del "Sol Levante". I suoi modelli, in continua evoluzione, sono probabilmente gli unici in grado di tener testa al mito Rollei, per qualità delle ottiche e per la loro pregevole realizzazione.
 
La "YASHICA-MAT LM" rappresenta il modello di maggior prestigio della gamma di biottiche di casa Yashica.
 
Si tratta di una imponente macchina interamente realizzata in solido metallo e, una volta impugnata, trasmette un'impressione di grande qualità. 
 
Anche i principali comandi sono disposti in modo da rendere facilmente selezionabili tempi e diaframmi senza dover distogliere lo sguardo dal mirino a pozzetto. E' sufficiente, infatti, ruotare le due rotelline affiancate ai lati del mirino e, in una apposita finestrella, vengono mostrati sia i tempi che le aperture diaframma selezionati.
 
Queste le principali caratteristiche tecniche:
- Obiettivo con lente "Yashinon" in tre elementi, con focale di 80mm
- Diaframma a iride tra i gruppi ottici dell'obiettivo, con aperture da f/3.5 a f/22
- Otturatore centrale lamellare "COPAL MXV" con tempi di scatto da 1s. a 1/500sec. più la posa B.
- Esposimetro con cellula al selenio che non necessita di batterie per il funzionamento
- Inquadratura sia mediante mirino reflex a pozzetto che di tipo sportivo a traguardo
- Messa a fuoco TTL su vetro smerigliato, facilitata con lente di ingrandimento
- Autoscatto
- Contatto di sincronizzazione per flash esterno
 
L'utilizzo delle pellicole professionali in rullo di tipo 120, ancora oggi prontamente reperibili, fa di questo gioiello una fotocamera ancora oggi perfettamente fruibile per degli scatti in formato quadrato.
 
Inoltre, le generose dimensioni dei negativi (6x6cm) consentono forti ingrandimenti e la stampa di poster senza alcuna perdita di qualità!
 

martedì 23 aprile 2013

SOM BERTHIOT PAN-CINOR 20-60mm f/2.8

Le origini del marchio francese SOM Berthiot risalgono ai primi del '900 e, insieme ad Angenieux, si tratta di uno dei marchi francesi più prestigiosi nella costruzione di ottiche per utilizzo in campo fotografico e cinematografico.
 
A questo costruttore si deve la nascita delle prime ottiche ultra-grandangolari, denominate "Périgraphe" e utilizzate ancora oggi.
 
Agli inizi degli anni '50 risale la nascita delle ottiche PAN-CINOR con focale a lunghezza variabile (oggi comunemente denominate zoom) e una serie di obiettivi con attacco Leica e Contax, oggi rarissime e vendute a prezzi esorbitanti.  
 
 
Il PAN-CINOR 20-60mm f/2.8 più che una ottica zoom è da considerare come una autentica opera di design e di tecnica degli anni '50.
Più che essere ispirata al concetto di compattezza o di leggerezza, il principio che ne ha guidato la costruzione è quello della robustezza e della qualità, rimasta invariata ad oltre 60 anni dalla sua progettazione. 
 
 
Negli anni '50 ottiche come il PAN-CINOR 20-60mm f/2.8 costituivano l'equipaggiamento migliore per le cineprese 16mm di fascia professionale. In queste situazioni, infatti, era necessaria la flessibilità di una ottica zoom abbinata alla massima luminosità per poter effettuare anche riprese notturne e in scarsa luce.
Obiettivi del genere non erano ancora disponibili nel campo della fotografia.
 
Ai giorni nostri, invece, le moderne fotocamere reflex e mirrorless ad ottica intercambiabile consentono di utilizzare praticamente qualsiasi ottica del passato acquistando degli economici adattatori da 10 /20 euro.
Se si è disposti ad effettuare la messa a fuoco manualmente (cosa molto più divertente e creativa dell'autofocus) si può apprendere davvero appieno il mondo della fotografia e ci si possono permettere, con costi davvero contenuti, ottiche ad alte prestazioni e dalla qualità inarrivabile dalle ottiche "di serie".
Le opportunità di sperimentazione sono praticamente infinite in questo campo...
 
Realizzato interamente in metallo, questo obiettivo è dotato di un diaframma a 12 lamelle che consente uno sfocato di qualità, particolarmente indicato per la fotografia di ritratto.
Inoltre, la sua focale variabile dal grandangolo spinto al medio-tele ne garantisce una ampia gamma d'impiego, dalla fotografia di paesaggio e di architettura al ritratto ambientato.
 
 
- Obiettivo zoom 3x con lunghezza focale variabile da 20mm a 60mm
- Diaframma a iride composto di 12 lamelle, con aperture variabili da f/2.8 a f/22
- Messa fuoco di tipo manuale da 1,50mt.
- Baionetta Passo a vite C-Mount 
 
Questa ottica è facilmente accoppiabile alle moderne mirriorless digitali con sensori più piccoli del formato APS-C rinvenibile sulle reflex.
In particolare, sempre previo opportuno adattatore, è consigliata per la PENTAX Q ma lavora bene anche sulla NIKON 1 e sulle fotocamere MICRO 4/3 Olympus e Panasonic, dove tuttavia viene coperta solo una porzione del sensore e si ottiene una marcata vignettatura dei bordi.  

COMPUTAR ZOOM 12,5-75mm f/1.2

Negli anni della fotografia a pellicola le ottiche zoom luminose come il COMPUTAR ZOOM 6x del presente annuncio costituivano l'equipaggiamento migliore per le cineprese 16mm di fascia professionale ad ottica intercambiabile e per i sistemi di video-sorveglianza. 
 
In queste situazioni, infatti, era necessaria la flessibilità di una ottica zoom abbinata alla massima luminosità per poter effettuare anche riprese notturne e in scarsa luce.
 
Obiettivi del genere non erano neppure ipotizzabili nel campo della fotografia se non a costi davvero proibitivi e riservati a una utenza ultra-professionale.
 
Ai giorni nostri, invece, le moderne fotocamere reflex e mirrorless ad ottica intercambiabile consentono di utilizzare praticamente qualsiasi ottica del passato acquistando degli economici adattatori da 10 /15 euro.
 
Se si è disposti ad effettuare la messa a fuoco manualmente (cosa molto più divertente e creativa dell'autofocus) si può apprendere davvero appieno il mondo della fotografia e ci si possono permettere, con costi davvero contenuti, ottiche ad alte prestazioni e dalla qualità inarrivabile dalle ottiche "di serie".
Le opportunità di sperimentazione sono praticamente infinite in questo campo...
 
Realizzato interamente in metallo, questo obiettivo è dotato di un diaframma a 8 lamelle che consente uno sfocato di qualità, particolarmente indicato per la fotografia di ritratto.
Inoltre, la sua focale variabile dal grandango spinto al medio-tele ne garantisce una ampia gamma d'impiego, dalla fotografia di paesaggio e di architettura al ritratto ambientato.
 
- Obiettivo zoom 4x con lunghezza focale variabile da 12,5mm a 50mm
- Diaframma a iride composto di 8 lamelle, con aperture variabili da f/1.2 a f/16
- Messa fuoco di tipo manuale da 1mt.
- Attacco filtri diametro 55mm
- Baionetta Passo a vite C-Mount 
 
Questa ottica è particolarmente indicata per le moderne mirriorless digitali con sensori più piccoli del formato APS-C rinvenibile sulle reflex. 
 
In particolare, sempre previo opportuno adattatore, è consigliata per la PENTAX Q ma lavora bene anche sulla NIKON 1 e sulle fotocamere MICRO 4/3 Olympus e Panasonic, dove tuttavia viene coperta solo una porzione del sensore e si ottiene una marcata vignettatura dei bordi.