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mercoledì 30 maggio 2012

POLAROID QUICK 620 (1982)

Il marchio Polaroid è legato ad un rivoluzionario processo chimico sperimentato nel 1929 dal Dr. Edwin Land e che impiegava un supporto che conteneva già al suo interno i reagenti chimici necessari per lo sviluppo dell'immagine. Nel 1947 nacque la prima fotocamera Polaroid, mediante la quale si potevano ottenere fotografie in pochi secondi dopo lo scatto.
 
Per la sua facilità di utilizzo, il sistema Polaroid riscosse un enorme successo, anche se la qualità di stampa non raggiunse mai il livello della stampa fotografica tradizionale. Le stampe avevano il difetto di soffrire molto l'invecchiamento e l'esposizione alla luce tanto che, in alcuni casi, già dopo pochi anni di normale conservazione, le immagini risultavano sbiadite e fortemente virate verso il blu. 
 
Nonostante tutto, proprio le caratteristiche dominanti di colore e la vignettatura causata dalla scarsa qualità delle lenti in plastica fecero delle macchine Polaroid un formidabile strumento di espressione artistica... insomma, una antesignana della odierna lomografia.
 
La POLAROID QUICK 620 del 1982 appartiene alla prima generazione di modelli che impiegano la pellicola "Tipo 600", caratterizzati da una forma spigolosa ed inconfondibile che nell'immaginario collettivo sono ormai considerate "LE POLAROID" per eccellenza. 
 
Venduta anche col nome "Amigo 620" questa fotocamera costituisce una evoluzione della "One Step 600" in quanto incorpora una lente addizionale che consente la messa a fuoco anche da distanza ravvicinata. Restano invariate le altre caratteristiche tipiche di questi modelli, ossia l'otturatore a controllo elettronico, l'esposimetro di tipo cds e la gestione automatica dei tempi di posa.
Le primissime (e molto rare) unità di questo modello furono furono realizzate in colore beige per poi essere sostituite dal più consueto colore nero. 
  
Queste le princiapli caratteristiche:
- Obiettivo con lente in plastica ad elemento singolo e focale di 116mm dotato di aggiuntivo ottico incorporato per le foto da distanza ravvicinata
- Otturatore a controllo eletronico, con tempi di scatto da 1/4sec. a 1/200sec.
- Cursore di compensazione manuale dell'esposizione (Darken/lighten) che consente appunto la regolazione manuale della luminosità 
- Contatto di sincronizzazione per flas esterno, comandato dalla fotocamera quando le condizioni di luce lo richiedono
- Tracolla in nylon
 
La POLAROID QUICK 620 realizza foto a colori di formato quadrato con dimensioni 8x8cm ed impiega cartucce di tipo "Polaroid 600" che incorporano al loro interno anche le batterie di alimentazione della macchina.
 
Le pellicole per questo modello sono attualmente prodotte da IMPOSSIBLE PROJECT ed ampiamente reperibili, sia in internet che nei negozi di articoli fotografici, per cui basta chiedere "pellicola PX600 per Polaroid".
 
Come per tutti i modelli Polaroid, l'aspetto più interessante è il look inconfondibile delle foto prodotte: colori particolarmente saturi e una evidente vignettatura dei bordi che fanno di ogni foto una autentica opera d'arte.
 
Per ulteriori info visitate il seguente link:

ZENIT ET (1981)

La sovietica ZENIT è uno dei marchi storici della fotografia e uno dei pochi al mondo (insieme alla tedesca Ihagee-Exakta) specializzati esclusivamente nella fabbricazione di fotocamere reflex. 
 
Da sempre questi prodotti  godono della reputazione di robustezza e di una elevata qualità delle loro ottiche "Helios", utilizzate anche in campo scientifico e in astronomia, per i telescopi. 
 
Prodotta dal 1981 al 1990, la Zenit ET rappresenta una evoluzione del modello "E" degli anni '60, una dellle pietre miliari nell'intera produzione di fotocamere sovietiche.
Solida come una roccia e affidabile come un carro armato, questa Zenit ET è dotata anche di uno stile inconfondibile, che la rende immediatamente riconoscibile rispetto alle tante reflex degli anni '70 e '80.
 
Un'altro aspetto degno di nota è la completa manualità di questa fotocamera, in un epoca in cui si cominciava a fare largo impiego dell'eletronica, dell'autofocus e di sistemi esposimetrici sempre più complessi. Oggi, i fotografi puristi non possono non apprezzare la scelta di questo costruttore sovietico e l'impiego della mitica baionetta com "passo a vite 42mm",  rende questa fotocamera compatibile con una miriade di ottiche per tutte le tasche.
 
La dotazione tecnica è ancora oggi di tutto rispetto:
- Obiettivo con rinomata lente "Helios 44-2" con focale di 58mm
- Diaframma a iride tra i gruppi ottici dell'obiettivo, con aperture da f/2 a f/16
- Otturatore in tela posto sul piano focale e con tempi di scatto da 1/30sec. a 1/500sec più la posa B
- Esposimetro con cellula al selenio e sensibilità ISO da  25-500
- Autoscatto
- Slitta flash con contatto caldo
- Baionetta con passo a vite 42mm (detto anche M42)
 
Tengo a precisare ancora una volta che, grazie alla sua meccanica completamente manuale, la ZENIT ET non richiede alcuna batteria per poter funzionare. Perfino l'esposimetro è ad energia solare/luminosa per cui neppure queso richiede batterie.
 
Questa macchina è di uso semplice ed intuitivo, dunque un ottima scelta sia per lo studente di fotografia che per chi voglia avvicinarsi per la prima volta al mondo della fotografia reflex di qualità senza dissanguarsi con una digitale.
 
La sua completa manualità la rende adatta anche per l'amatore esperto, che necessita di un controllo totale di tutte le impostazioni di scatto.
 
Per informazioni più dettagliate su questo modello, visitate i seguenti link:
http://www.sovietcams.com/index.php?-624043529
http://www.fotografiareflex.net/zenit.html
 
Per farvi un'idea della qualità delle foto ottenibili con questa macchina e, soprattutto sulla resa dello sfocato ottenibile con le lenti Helios, vi invito a visitare il e guardare con attenzione le foto presenti al seguente link:
http://lowresolution.com/category/zenit-em/

martedì 29 maggio 2012

KODAK RETINA REFLEX TYPE 025 (1957)

La famiglia di fotocamere denominate "Retina" appartiene alla migliore produzione del marchio Kodak: quella delle macchine fabbricate in Germania negli stabilimenti della Nagel. La loro qualità e reputazione nel tempo e cresciuta fino a superare anche i modelli realizzati dalla casa madre a Rochester (U.S.A.).
 
Si tratta di fotocamere che, fin dalle primissime versioni a soffietto degli anni '30, venivano realizzate con una cura impeccabile, materiali e componentistica della migliore qualità tedesca: dagli otturatori Compur alle ottiche Scneider-Kreuznach. 
 
In particolare, la serie KODAK RETINA costituì la risposta del colosso americano Kodak al grande successo ottenuto dalla Zeiss-Ikon col modello Contaflex lanciato nel 1953. Anche per la Retina Reflex fu scelta la soluzione tecnica dell'otturatore centrale lamellare integrato nel corpo macchina, che consentiva la sincronizzazione col flash su tutti i tempi di scatto.
 
Prodotta in circa 65.000 unità e per solo un anno (1957-58) la KODAK RETINA"Type 025" fu una evoluzione della telemetro Retina IIIC, da cui fu ereditato il corpo macchina (con l'aggiunta del pentaprisma) e con cui condivideva anche la baionetta per il fissaggio delle ottiche.
 
Come da tradizione dell'industria tedesca, dove veniva prodotta, si tratta di una macchina estremamente elegante e dotata di una meccanica sofisticata e di precisione e dotata di componenti tecniche di assoluta eccellenza: dalle ottiche Schneider "Retna-Xenar" all'otturatore Deckel "SYNCHRO COMPUR".
 
Ovviamente si tratta di una fotocamera reflex di tipo completamente meccanico e manuale, dove ogni parametro di scatto (tempi, diaframmi, messa a fuoco) è lasciato alla perizia dell'utente. 
 
La dotazione tecnica è ancora oggi, dopo quasi 55 anni, di tutto rispetto e include:
- obiettivo con lente Schneider-Kreuznach "Retina Xenon C" con focale di 50mm
- Diaframma a iride con valori di apertura da f/2 a f/22
- Otturatore centrale lamellare "Synchro-Compur" prodotto dalla F. Deckel, con ben 10 tempi di scatto da 1sec. a 1/500sec. più la posa B
- Inquadratura con pentaprisma ottico
- Messa a fuoco su scala metrica mediante scorrimento a vite dell’intero corpo dell'obiettivo
- Esposimetro con cellula al selenio
- Predisposizione per il comando dello scatto a distanza, mediante cavetto flessibile
- Contatto di sincronizzazione e slitta per flash esterno
In conclusione, un autentico gioiello di meccanica che è in grado di regalare ancora foto di assoluta qualità, sia per il contrasto che per la brillantezza dei colori.
Di assoluto rilievo tecnico e collezionistico.
 

lunedì 28 maggio 2012

ZENIT 12 XP (1983)

La sovietica ZENIT è uno dei marchi storici della fotografia e uno dei pochi al mondo (insieme alla tedesca Ihagee-Exakta) specializzati esclusivamente nella fabbricazione di fotocamere reflex. 
 
Da sempre questi prodotti  godono della reputazione di robustezza e di una elevata qualità delle loro ottiche "Helios", utilizzate anche in campo scientifico e in astronomia, per i telescopi. 
 
Prodotta dal 1983 al 1994, la ZENIT 12 XP rappresenta una delle più avanzate evoluzioni del modello "E" degli anni '60, una dellle pietre miliari nell'intera produzione di fotocamere sovietiche. Della sua illustre antenata, questa fotocamera conserva lo stile e la realizzazione interamente in metallo, che la rende solida come una roccia e affidabile come un carro armato.
 
Pur mantenendo inalterato lo stile e le caratteristiche di robustezza e affidabilità dei modelli che l'hanno preceduta, la "12 XP" costituisce un deciso passo in avanti verso la modernità e la semplicità di utilizzo, grazie al passaggio dal datato esposimetro con cellula al selenio ad uno più moderno e affidabile del tipo Cds con lettura TTL (attraverso la lente) che consente una perfetta impostazione dell'esposizione anche quando si equipaggiano filtri sull'obiettivo.
 
La dotazione tecnica è ancora oggi di tutto rispetto:
- Obiettivo con rinomata lente "Helios 44M-4" con focale di 58mm
- Diaframma a iride tra i gruppi ottici dell'obiettivo, con aperture da f/2 a f/16
- Otturatore in tela posto sul piano focale e con tempi di scatto da 1/30sec. a 1/500sec più la posa B
- Esposimetro con cellula CDS a misurazione TTL e sensibilità ISO da  32-500
- Autoscatto
- Slitta flash con contatto caldo
- Baionetta con passo a vite 42mm (detto anche M42)
 
L'aspetto più notevole di questa fotocamera riguarda il suo funzionamento, di tipo completamente meccanico. Anche in assenza di batterie per l'esposimetro, la macchina è comunque in grado di funzionare correttamente e tutte le principali funzioni  (messa a fuoco, settaggio dei tempi e apertura diaframma) sono accessibili.
 
Dunque, un pezzo di assoluta eccellenza non solo per il "purista" esperto o per il collezionista avanzato ma anche un'ottima macchina per lo studente di fotografia e per chi, avendo già una buona esperienza con le macchine del passato, voglia rispolverare le sue qualità di fotografo "vecchia scuola". 
 
Per ulteriori info ed esempi di splendide foto scattate con questo modello, visitate i seguenti links:
http://tomtiger.home.xs4all.nl/zenit12.html
http://www.trekearth.com/photos.php?cat=camera&id=1154

sabato 26 maggio 2012

ZENIT 19 (1979)

La sovietica ZENIT è uno dei marchi storici della fotografia e uno dei pochi al mondo (insieme alla tedesca Ihagee-Exakta) specializzati esclusivamente nella fabbricazione di fotocamere reflex.
Da sempre questi prodotti  godono della reputazione di robustezza e di una elevata qualità delle loro ottiche "Helios", utilizzate anche in campo scientifico e in astronomia, per i telescopi. 
 
Prodotta dal 1979 al 1987, la Zenit 19 rappresenta il modello di punta del glorioso marchio sovietico.
Come da tradizione, la realizzazione è robusta e quasi interamente in solido metallo ma vi sono numerose differenze tecniche rispetto al resto della produzione Zenit e che collocano questo modello al top della tecnica del suo tempo.
 
Anzitutto, l'otturatore è a controllo elettronico e si avvale della aggiunta di tempi di posa più lunghi (fino a 1sec.) rispetto ai modelli tradizionali (1/30sec.) e di una velocità fino a 1/1000sec. Un'altra importante differenza tecnica è costituita dall'otturatore con tendina in metallo anzichè in tela.
 
Un altro aspetto peculiare è dato dalla presenza di un apposito pulsante per attivare l'anteprima della profondità di campo e per la misurazione esposimetrica prima dello scatto. L'impostazione della sensibilità ISO è dislocata sul fondello della fotocamera e sul dorso è presente una tavola di conversione dai valori  GOST / ISO.
 
Resta invariata, rispetto ai modelli precedenti, la completa manualità di questa fotocamera e l'impiego della mitica baionetta com "passo a vite 42mm", che rende la ZENIT 19 compatibile con una miriade di ottiche per tutte le tasche.
 
La dotazione tecnica è ancora oggi di tutto rispetto:
- Obiettivo con rinomata lente "Helios 44M" con focale di 58mm
- Diaframma a iride tra i gruppi ottici dell'obiettivo, con aperture da f/2 a f/16
- Otturatore a controllo elettronico con tendina in metallo e tempi di scatto da 1sec. a 1/1.000sec più la posa B
- Esposimetro con cellula al selenio e sensibilità ISO da  16-500
- Autoscatto
- Slitta flash con contatto caldo
- Baionetta con passo a vite 42mm (detto anche M42)
 
Tengo a precisare ancora una volta la completa manualità della ZENIT 19, che nonostante dotata di otturatore elettronico è in grado di scattare foto anche senza batterie (seppure solo a 1/1.000sec.).
Questa macchina è di uso semplice ed intuitivo, dunque un ottima scelta sia per lo studente di fotografia che per l'amatore esperto, che necessitano di un controllo totale di tutte le impostazioni di scatto.
Si tratta anche di un modello piuttosto raro poichè prodotto in circa 122.000 unità a fronte dei milioni di esemplari della Zenit E e delle sue varianti.
 
 
Per farvi un'idea della qualità delle foto ottenibili con questa macchina e, soprattutto sulla resa dello sfocato ottenibile con le lenti Helios, vi invito a visitare il e guardare con attenzione le foto presenti al seguente link:
http://lowresolution.com/category/zenit-em/
 

BENCINI COMET 335 BLUESTAR (1973)

Il marchio Bencini vanta origini antiche, che risalgono al 1937.
Dopo gli esordi con modelli box e a soffietto, l'azienda per lungo tempo basò il suo successo commerciale su una serie di modelli (Comet, Koroll, ecc.) pensati per la pellicola in rulli di formato 120 e 127 e contraddistinti da uno stile davvero originale e una realizzazione interamente in lega di alluminio pressofuso. 
 
A inizio anni '70 la Bencini diede una svolta storica alla sua produzione. Vennero eliminati dal listino tutti gli apparecchi per pellicola 120 e 127, che avevano fatto la fortuna dell'azienda, e si puntò tutto sulla fabbricazione di fotocamere 35mm decisamente più moderne.
 
La "COMET", sicuramente il prodotto di maggiore successo della casa milanese e ormai una vera icona dello stile "Made In Italy", assunse una veste completamente nuova con dimensioni e forme molto simili a una macchina reflex ma nella sostanza rimase fedele alla filosofia costruttiva della casa: massima semplicità e affidabilità. 
 
La "COMET 335 BLUESTAR" del 1973 rappresenta uno dei modelli di punta del nuovo corso Bencini. Era, infatti dotata di una ottica superiore a quella dei modelli standard, di un otturatore con più tempi di scatto e di un diaframma a iride in più elementi.
 
Come detto, la linea evocava quella di una reflex con tanto di pentaprisma in bella evidenza nella parte frontale. Diversamente da ogni altra concorrente, sia la regolazione dei tempi che il pulsante di scatto erano collocati nella parte frontale del corpo macchina anzichè nella solita posizione. Il contapose, invece, era situato nella parte posteriore.
 
Ciò che è più importante, si trattava ancora una volta di un modello completamente meccanico e manuale, che non necessitava assolutamente di batterie per poter funzionare e non era assolutamente dipendente dall'elettronica. Insomma, una macchina estremamente affidabile e semplice da usare anche per un neofita. 
 
Queste le principali caratteristiche:
- Obiettivo con lente "BENCINI COLOR BLUESTAR" con focale di 50mm
- Diaframma a iride con aperture da f/2.8 a f/22
- Otturatore centrale lamellare con tempi di scatto da 1/30sec. a 1/250sec. più la posa B
- Inquadratura con mirino galileiano
- Messa a fuoco su scala metrica mediante rotazione della ghiera dell’obiettivo
- Contatto caldo di sincronizzazione e slitta per flash
- Possibilità di comando a distanza dell'otturatore mediante cavetto flessibile 
 
Negli ultimi anni, l'interesse per le fotocamere Bencini sembra rinato, soprattutto per alcune caratteristiche dell'ottica, che rendono questi modelli particolarmente adatti per un utilizzo in LOMOGRAFIA.
Al dilà delle evidenti somiglianze estetiche con la famigerata HOLGA, anche la Comet ha una lente caratterizzata da una elevata saturazione dei colori e da una marcata vignettatura dei bordi ma ha il vantaggio di poter funzionare con la pellicola 35mm (36 scatti per rullino anziche 12) venduta a prezzi pari ad 1/3 di un rullo 120. 
 
Inoltre, diversamente dalle celebrate HOLGA cinesi, la Bencini Comet è un prodotto di qualità decisamente superiore. Le finiture e i dettagli sono molto più curati, ma soprattutto... non cadono a pezzi come le rivali cinesi!