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lunedì 30 aprile 2012

LOMO DIANA F

Le origini della ormai leggendaria Diana risalgono agli anni '60 e a un'azienda di Hong-Kong denominata Great Wall Plastic Co.
 
Si trattava di una fotocamera di modestissime pretese realizzata interamente in plastica e dall'aspetto molto fragile in grado, però, di scattare ben 16 pose con negativi di formato quadro 4x4cm su pellicola in rullo 120.
 
Nonostante questa fotocamera venisse schernita dai cultori della fotografia, grazie al suo prezzo irrisorio riscosse un successo di vendite e una fama planetaria. Addirittura, la stessa fotocamera fu venduta con circa 10 nomi diversi e con dfferenze solo marginali rispetto alla Diana "classica".
 
A dispetto di tutto, per molti la Diana fu il primo passo verso la fotografia e le immagini generate dalla sua lente in plastica, sebbene lontane dall'alta fedeltà, furono l'unico mezzo accessibile per immortalare ricordi di famiglia e persone care...   
 
Cessata la produzione sul finire degli anni '70, la Diana e le sue sorelle sono rapidamente finite nel dimenticatoio o usate come "Toy Cameras" ossia "Macchine-Giocattolo" date in mano ai ragazzini per giocarci o per fargli compiere i primi passi in fotografia.
 
Negli anni '90, però, tutto è cambiato e lo stesso concetto di fotografia ha subito delle revisioni che, lo si ammetta o no, hanno portato molti ad avvicinarsi alla fotografia pur senza aver letto manuali, riviste o frequentato corsi... 
 
E' nata la LOMOGRAFIA il cui motto è "Cogli l'attimo" e cioè scattare d'istinto, per strada, senza curarsi delle impostazioni migliori.
Una foto sottoesposta non è necessariamente una foto sbagliata se i colori sono saturi e brillanti. La vignettatura dei bordi non è più un difetto delle lenti troppo economiche. Le pellicole scadute non sono più da buttare via ma semmai una occasione in più per scattare foto a prezzi stracciati ... l'importante è solo cogliere l'attimo!
 
E così il mondo della fotografia si è spaccato in due: da un lato i colossi storici che creano digitali sempre più evolute e a prova di errore. Dall'altro lato coloro che cercano volutamente il mosso, che sostengono ancora la superiorità della pellicola rispetto al sensore e che alimentano una crescente fetta di mercato dell'analogico.
 
Ma, oltre ai lomografi, sono stati i cinesi a "cogliere l'attimo"... sotto la spinta del mercato è stata riavviata la produzione della DIANA ma sono nati anche nuovi cloni come la HOLGA, venduti a prezzi da capogiro!!!
Le vecchie DIANA tanto derise in passato oggi vengono prodotte di nuovo e acquistate a caro prezzo e le loro lenti scadenti sono emulate senza successo da Photoshop e dagli altri software di grafica e fotoritocco. 
 
La DIANA F del presente annuncio, costituisce la versione "accessoriata" della Diana standard in quanto fornita di un flash appositamente dedicato e dei relativi contatti di sincronizzazione.
Dunque, non un moderno clone della Diana originale ma il modello orginale nella sua confezione originale... direttamente dagli anni '60.  
 
La semplicità d'uso è quella classica della Diana: messa a fuoco su 3 differenti distanze, diaframma regolabile su tre diverse posizioni e tempo di scatto singolo più la posa B.
 
Per ulteriori informazioni su questo modello ed esempi di foto scattate, visitate i seguenti links:
http://www.diana-camera.com/cameras.php
http://www.camerapedia.org/wiki/Diana
http://making-the-noise.blogspot.com/search/label/diana%20clone

martedì 24 aprile 2012

VOIGTLANDER VITO C (1961)

Fondata nel 1756, la tedesca Voigtlander è uno dei marchi della fotografia più antichi al mondo. Essa occupa un posto d'onore, insieme a Zeiss e Leica, nella storia della fotografia e ancora oggi i suoi modelli fanno sognare gli appassionati e i "puristi" della fotografia.
 
La produzione del modello Vito risale al 1939, con i primi modelli a soffietto e dal 1954 si passò al corpo rigido con la "Vito B". La produzione della Vito è continuata fino al 1971, anno in cui l'aziendà entrò in crisi e scomparve dal mercato.
 
Dunque, un modello di successo come pochi altri, rimasto in produzione per oltre un trentennio, che si può atutti gli effetti definire come la "Volkswagen Golf" della fotografia.     
 
Il modello C oggetto del presente annuncio appartiene alla terza generazione della Vito e raccoglie con successo l'eredità dei modelli precedenti. 
 
Ancora una volta, si tratta di una macchina dal corpo compatto ma solido e pesante. Semplice da capire e da usare ma anche caratterizzata dalla eleganza inconfondibile di tutti i modelli della casa.
 
La meccanica è tra le più silenziose in assoluto mentre l'ottica è quella rinomata per la straordinaria qualità fotografica e per i colori particolarmente saturi che solo le ottiche Voigtlander sapevano dare.
 
Queste le principali caratteristiche:
- Lente di alta qualità "Voigtlander Lanthar" con focale di 50mm
- diaframma con aperture da f/2.8 a f/22
- Otturatore centrale lamellare "Pronto" con tempi di scatto da 1/30sec. a 1/250 sec. più la posa B
- Autoscatto
- Slitta per flash esterno
- Possibilità di comando a distanza dell'otturatore
Non sottovalutate questa macchina lasciandovi ingannare dal suo aspetto semplice. Non si tratta di una delle tante compatte a lente fissa ma di un vero gioiello. Posso assicurarvi che poche macchine, reflex comprese, riescono a eguagliare la nitidezza d'immagine e la brillantezza dei colori delle lenti Voigtlander.
 
Se non ne avete mai posseduto una macchina Voigtlander, provatene una!
 

giovedì 19 aprile 2012

POLAROID INSTANT 1000 DELUXE (1978)

Il marchio Polaroid è legato ad un rivoluzionario processo chimico sperimentato nel 1929 dal Dr. Edwin Land e che impiegava un supporto che conteneva già al suo interno i reagenti chimici necessari per lo sviluppo dell'immagine. Nel 1947 nacque la prima fotocamera Polaroid, mediante la quale si potevano ottenere fotografie in pochi secondi dopo lo scatto.
 
Per la sua facilità di utilizzo, il sistema Polaroid riscosse un enorme successo, anche se la qualità di stampa non raggiunse mai il livello della stampa fotografica tradizionale. Le stampe avevano il difetto di soffrire molto l'invecchiamento e l'esposizione alla luce tanto che, in alcuni casi, già dopo pochi anni di normale conservazione, le immagini risultavano sbiadite e fortemente virate verso il blu. 
 
Nonostante tutto, proprio le caratteristiche dominanti di colore e la vignettatura causata dalla scarsa qualità delle lenti in plastica fecero delle macchine Polaroid un formidabile strumento di espressione artistica... insomma, una antesignana della odierna lomografia.
 
La pellicola di maggiore successo Prodotta da Polaroid fu la SX70 (oggi denominata PX70) che forniva immagini di formato quadrato 8x8cm ma soprattutto caratterizzate da colori saturi e che conferiva alle foto quasi l'aspetto di un dipinto a olio. Inoltre, questa pellicola si prestava bene anche per successive manipolazioni che rendevano ogni scatto una vera e propria opera d'arte.
Inutile dire che i modelli di fotocamere che la utilizzano sono oggi tra i più ricercati in assoluto sul mercato!
 
La POLAROID INSTANT 1000 DELUXE del 1978 è stata uno dei modelli più affascinanti che impiegano la ormai leggendaria pellicola denominata SX-70, che è unanimemente considerata la più "artistica" e che, per la sua ricchezza cromatica, fu utilizzata anche da nomi famosi della fotografia: colori particolarmente saturi e una evidente vignettatura dei bordi fanno di ogni foto una autentica opera d'arte!
 
Come era tipico del marchio Polaroid, anche questo modello è dotato di un'otturatore a controllo elettronico, di esposimetro di tipo cds e della gestione automatica dei tempi di posa:

- Obiettivo con lente in plastica a elemento singolo con focale di 103mm
- Otturatore a controllo eletronico, con tempi di scatto da 1/4sec. a 1/200sec.
- Esposimero di tipo CDS con possibilità di regolazione anche manuale della luminosità mediante selettore (Darken/lighten)
- Messa a fuoco a partire da 1,2 mt.
- Contatto di sincronizzazione per flash esterno
- Tracolla in nylon
 
Questa fotocamera realizza foto a colori di formato quadrato con dimensioni 8x8cm ed impiega cartucce di tipo "Polaroid SX-70" che incorporano al loro interno le batterie di alimentazione della macchina.
Le pellicole per questo modello sono ampiamente reperibili, sia in internet che nei negozi di articoli fotografici, per cui basta chiedere "pellicola PX70 per Polaroid".
 
Per ulteriori info ed esempi di foto scattate con questo modello visitate il seguente link:
http://camerapedia.wikia.com/wiki/Polaroid_Supercolor_1000_Deluxe

mercoledì 18 aprile 2012

FOCA SPORT I (1954)

Il marchio francese OPL-FOCA ha origini antiche. La Société Optique et Précision de Levallois fu fondata nel 1919 in un sobborgo di Parigi e per alcuni decenni produsse telemetri ed ottiche di precisione per uso scientifico, medico e militare.
 
Tra il 1945 e il 1967 l'azienda produsse anche numerosi modelli di fotocamere, commercializzate con il marchio "FOCA". I primissimi modelli erano delle telemetro a ottica intercambiabile ispirate alle tedesche Leica e Contax, la cui importazione era limitata da pesanti dazi doganali. In seguito fu introdotta anche una linea di modelli 35mm a ottica fissa denominati "Foca Sport" e di raffinate reflex denominate "Focaflex".
 
La "Foca Sport I" appartiene alla prima generazione di questa famiglia di fotocamere 35mm nate per fronteggiare la migliore concorrenza tedesca. 
 
Realizzata interamente in metallo, con una ottica di qualità e finiture cromate, questa fotocamera ricordava parecchio le rivali tedesche dell'epoca e, come queste, era dotata di numerose regolazioni dei tempi e diaframmi che la rendevano adatta anche per i fotografi più esperti.
 
Il corpo macchina si presenta compatto e ben realizzato, con i movimenti meccanici di caricamento, scatto e messa a fuoco che appaiono di grande precisione.
 
Queste le principali caratteristiche caratteristiche:
- Obiettivo con lente "FOCA Neoplar" con focale di 45mm
- Diaframma a iride fra i due gruppi ottici dell’obiettivo, con aperture da f/2.8 a f/16
Otturatore centrale lamellare con 8 tempi di scatto da 1sec. a 1/300sec. più la posa B
- Inquadratura con mirino galileiano
- Messa a fuoco su scala metrica mediante rotazione della ghiera dell’obiettivo
- Contatto di sincronizzazione e slitta per flash esterno
- Possibilità di comando a distanza dell'otturatore mediante cavetto flessibile
 
Ciò che è più importante, la Foca Sport I è una fotocamera di tipo completamente meccanico e in cui tutte le impostazioni (tempi di scatto, aperture diaframma, messa a fuoco) vanno regolate manualmente dall'utente.
 
Grazie alla ampia disponibilità di pellicole 35mm, sia a colori che per il bianco e nero, non solo si tratta di un modello raro e bello da esporre ma anche di un' ottima scelta per chi voglia cimentarsi con la fotografia a pellicola con uno strumento serio.
 

martedì 17 aprile 2012

FERRANIA RONDINE (1948)

Il marchio Ferrania, insieme a Bencini, rappresenta uno dei nomi più importanti della fotografia "Made In Italy" nel mondo. La maggior parte dei nostri genitori ne ha posseduta una e anche i turisti stranieri ne compravano una come souvenir delle loro vacanze in Italia. 
 
Erano gli anni dell'immediato dopoguerra e del "Miracolo Italiano"; gli anni dellla Vespa e della 500, dei film di De Sica e Alberto Sordi, dei primi quiz con Mike Bongiorno e... della fotografia in bianco e nero sui rulli 120 e 127, definiti "medio formato" e utilizzati tuttoggi nella fotografa professionale.      
 
La FERRANIA RONDINE appartiene a quella serie di fotocamere per il medio formato, prodotte negli anni del boom economico italiano e destinate a offrire l'illusione e la gratificazione di una Rolleiflex anche alle famiglie o ai "fotografi della domenica".
 
Realizzato interamente in lega di alluminio pressofuso, questo gioiellino di stile dispone di un semplice otturatore a molla e di una lente ad elemento singolo (cd. menisco). Anche il tempo di scatto è singolo e la messa a fuoco è impostata sull'infinito.
 
La fotocamera è provvista di doppio mirino: un mirino a specchio (con inquadratura dall'alto) e un mirino sportivo ( cd. "a traguardo") che consende di inquadrare, attraverso i due telaietti superiori chiudibili a molla, tenendo la macchina ad altezza dell'occhio.
 
A dispetto di una semplicità costruttiva e d'uso disarmanti, questa macchina è tuttavia unanimemente considerata una vera a propria opera d'arte moderna e ambasciatrice dell' "Italian Style" nel mondo, anche più della sorella maggiore FERRANIA ELIOFLEX. 
 
La FERRANIA RONDINE realizza negativi di formato 4x6,5cm su pellicola tipo 127.
Quanto alla reperibilità delle pelicole, tengo a precisare che alcune case (Efke e Maco) PRODUCONO ANCORA le pellicole formato 127. 
 
Un sistema più economico è di impiegare le comuni pellicole 35mm, come mostrato dall' ottimo Giuseppe Di Cillo nel suo blog:
http://dicillo.blogspot.com/2007/09/35-mm-in-127-camera-tutorial.html
In questo caso viene sfruttata l'intera area sensibile della pellicola e si ottiene il caratteristico effetto della foto che presenta i fori di trascinamento nella parte inferiore e superiore... un effetto ricreato anche con Photoshop da molti fotografi professionisti!
 

lunedì 16 aprile 2012

YASHICA HALF 17 RAPID (1965)

La produzione di fotocamere "Half Frame" ha origini antiche e risale addirittura all'epoca delle macchine a soffietto. Questi modelli univano al vantaggio della compattezza anche una maggiore economia, consentendo di eseguire il doppio degli scatti rispetto alle controparti "Full Frame".
 
Dopo un periodo di appannamento, all'inizio degli anni '60 la Olympus Pen rilanciò la moda dell' half frame applicandola al formato 35mm, cosiddetto "Mezzo Leica".
 
Per la prima volta si dimostrò che era possibile produrre fotocamere ultra-compatte sfruttando la versatilità e l'economicità del 35mm e senza dover ricorrere a formati strani come il 16mm o altri.  
 
In breve tempo, il successo della Olympus Pen portò al lancio di modelli concorrenti da parte di tutti gli altri produttori giapponesi (Yashica, Canon, Minolta, Fujifilm, Ricoh). 
 
La Yashica Half 17 Rapid del 1965 è sicuramente uno dei modelli più eleganti e prestanti di fotocamera Half Frame.  
 
Dotata di corpo macchina interamente in metallo e ricco di cromature, questa fotocamera non solo è un esempio di stile ma era anche all'avanguardia per dotazione tecnica. Era equipaggiata, infatti, con una ottica grandangolare straordinariamente luminosa (f/.7) e dotata di un esposimetro con cella al selenio dislocata intorno alla lente, il che garantiva una lettura esposimetrica accurata anche quando si equipaggiavano dei filtri sull'obiettivo.
 
 Queste le principali caratteristiche tecniche:
- Obiettivo grandangolare con rinomata lente Yashica "Yashinon" con focale di 32mm
- Diaframma con aperture da f/1.7 a f/16
- Otturatore centrale lamellare "COPAL" con tempi di scatto da 1/30sec. a 1/800sec
- Esposimetro al selenio dislocato intorno al bordo lente
- Inquadratura con mirino galileiano
- Slitta per flash esterno
- Autoscatto
- Possibilità di comando a distanza dell'otturatore mediante cavo flessibile
 
Insomma, un raro gioiello che non è dato trovare in vendita facilmente... Se ne trovate una non lasciatela scppare!
 
Per ulteriori informazioni e immagini di questo modello, visitate i seguenti link:
http://www.3106.net/photo/cam1068.htm
http://35mm-compact.com/anciens/yashicahalf17rapid.htm