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sabato 18 agosto 2012

CMF BENCINI ROBY (1938)

Il marchio Bencini vanta origini antiche. Fondata a Milano nel 1937 col nome "ICAF", l'azienda cambiò per un breve periodo la sua denominazione in "CMF" per poi assumere, nel dopoguerra,  il nome definitivo "CMF Bencini".
 
Tra i primissimi modelli di fotocamere prodotti da Antonio Bencini figurano una coppia di fotocamere box denominate "ROBY" e GABRY", dedicate ai figli Roberto e Gabriella. Tuttavia, la "Y" finale appariva poco patriottica e troppo anglosassone al regime fascista e fu oggetto di censura per cui quasi subito queste due fotocamere furono ribattezzate "ROBI" e "GABRI".
 
Si tratta di due modelli piuttosto rari nel mondo del collezionismo e ancor più nel caso dei primissimi esemplari caratterizzati dalla "Y" finale.
 
Tecnicamente, la CMF ROBY  è improntata alla massima semplicità, con un corpo realizzato in metallo verniciato a smalto nero e in gran parte rivestito di carta telata di colore nero.
L'otturatore è dotato di una sola velocità di circa 1/50 di secondo, sempre in posizione di scatto, più la posa B. L'apertura diaframma è fissa. 
 
Nulla di strano, se si pensa che le macchine box dell'epoca erano pensata per il negativo in bianco e nero che, tollerando esso buone compensazioni in fase di stampa,  veniva lasciata alla bravura del laboratorio fotografico la vera e propria regolazione dell'esposizione.
 
L'obiettivo è costituito da un'unica lente, con focale di 105mm (che nel medio formato equivale circa un obiettivo normale del 35mm) con messa a fuoco fissa sull'infinito. 
 
Il caricamento della pellicola si effettua rimuovendo completamente la parte interna dell’apparecchio dal lato destro mentre lo scorrimento della pellicola avviene in senso verticale, dal basso verso l’alto, mediante la rotazione di una ghiera posta sul lato destro del corpo macchina e, come accade in molti apparecchi per il medio formato, non esiste un "fine corsa": l'utente deve fermarsi al momento giusto, controllando il numeretto stampato sulla carta che protegge il lato posteriore della pellicola e che appare da un'apposita finestra sul dorso, chiusa da un vetrino rosso. 
 
Queste le principali caratteristiche tecniche:
- Obiettivo con focale di 105mm, costituito da un singolo elemento.
- Diaframma fisso con apertura a f/11
- Otturatore a battente con tempo di scatto singolo (1/50sec.) che non richiede caricamento ed è sempre in posizione di scatto
- Inquadratura con mirino mirino a specchio, reversibile orizzontale/verticale
- Pellicola formato 120
- Formato del negativo 6x9cm
Una particolarità di questa fotocamera è che essa non presenta il classico doppio mirino tipico dei modelli box. Diversamente dalle altre, la ROBY è dotata di un mirino singolo ma ruotabile a 90° a seconda che si utilizzi la fotocamera in posizione verticale (ritratto) oppoure orizzontale (paesaggio).
E' importante anche tener conto che la CMF ROBY impiega pellicole di formato 120, ancora facilmente reperibili in commercio, e realizza fotogrammi di dimensioni 6x9cm.
Consente, inoltre, la possibilità artistica di esposizioni multiple su uno stesso fotogramma. Dunque, un pezzo di storia del '900 ma anche una macchina ancora facilmente utilizzabile per qualche foto in stile vintage!

4 commenti:

  1. Come al solito recensione interessantissima! Questo modello mi ricorda vagamente,ma con alcune differenze, la Durst Gil sempre del 1938 (che ho recensito su http://soshito.blogspot.it/2012/05/durst-gil-1938-recensione-e-roll-test.html).

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  2. Ne ho appena acquistata una anche io....funzionante ma in pessime condizioni. Complimenti per il tuo blog...da quando ho iniziato anche io ad acquistare vecchie glorie della fotografia, è diventato un punto di riferimento!

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  3. Ne ho una anche io ma non riesco ad aprirla...

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