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domenica 10 giugno 2012

BENCINI MINICOMET (1963)

Il marchio Bencini, insieme a Ferrania, rappresenta l'industria fotografica italiana nel mondo. La maggior parte dei nostri genitori ne ha posseduta una e ci ha immortalato i momenti più belli, tramandati a noi dell'era del digitale.
 
Le fotocamere di questo costruttore milanese si affermarono negli anni dell'immediato dopoguerra e del "Miracolo Italiano"; gli anni dellla Vespa e della 500, dei film di De Sica e Alberto Sordi, dei primi quiz con Mike Bongiorno e... della fotografia in bianco e nero sui rulli 120 e 127 definibiti "medio formato" e utilizzati ancora nella fotografa professionale.   
 
La MINICOMET del 1963 è una fotocamera del tutto originale per stile e dimensioni.
Il nome stesso indicava che la particolarità di questo apparecchio era nelle dimensioni estremamente contenute, paragonabili a quelle di un pacchetto di sigarette. La Minicomet veniva, infatti, reclamizzata come l'apparecchio da tenere "...in tasca, nella borsetta, nel cassetto dell'automobile o della motocicletta per fotografare con soddisfazione ovunque andiate..."
 
A ben vedere, si trattò del primo apparecchio Bencini costruito in plastica.
La pellicola utilizzata era il classico rullino 127 ma la vera novità era la capacità di scattare ben 24 pose con negativi di 2x3 cm. 
 
Dal punto di vista tecnico, la MINICOMET è quanto di più semplice sia dato di trovare per un apparecchio di medio formato: è dotata di un semplice otturatore a molla e di una lente ad elemento singolo (cd. menisco) con messa a fuoco fissa all'infinito. 
 
La caratteristica più evidente è, però, il suo stile minimalista e ancora moderno, che ne fa una vera e propria opera di design italiano. 
 
Al dilà dell'indubbio fascino, la MINICOMET appartiene a quella schiera di fotocamere degli anni '60, come la "Diana" e le "Halina", che hanno subito una enorme rivalutazione grazie all'esplosione della LOMOGRAFIA e ai nuovi canoni che la accompagnano.
 
Cultori della "Street Photograpy" e artisti dell'immagine, inesperti e smanettoni hanno cominciato ad acquistare e utilizzare queste macchine preferendole al digitale, tant'è che oggi le uniche macchine a pellicola ancora prodotte e vendute sono quasi esclusivamente di tipo lomografico.
 
Quanto alla possibilità di reperire le pellicole di formato 127, tengo a precisare che alcune case (Efke e Maco) PRODUCONO ANCORA le pellicole formato 127.
Volendo è possibile anche impiegare le normali pellicole 35mm, come spiegato in questi links:
http://dicillo.blogspot.com/2007/09/35-mm-in-127-camera-tutorial.html
http://www.iso400.it/?p=332
 
In questo caso otterrete un notevole risparmio economico ed, inoltre, le foto presenteranno il singolare effetto artistico dei fori di trascinamento della pellicola nella parte superiore e inferiore.

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