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mercoledì 7 marzo 2012

VOIGTLANDER BESSA 66 (1945)

L'azienda Voigtlander nasce nel 1756, quasi 100 anni prima dell'avvento della fotografia. 
 
Per quasi un secolo la produzione riguardò ottiche per cannocchiali e binocoli ma nel 1840, subito dopo la nascita della fotografia (con Daguerre) Voigtlander realizzò la prima ottica specificamente progettatta per l'impiego in fotografia.
 
Un anno dopo (1841) Voigtlander realizzava la sua prima fotocamera, interamente in metallo, e nel 1862 si era arrivati a produrre già 10.000 lenti.
Questa è Voigtlander, nel primo secolo della sua storia...  una storia che dura da oltre 250 anni.
 
La Voigtlander Bessa rappresenta di sicuro il modello più longevo nella storia della fotografia. Nata nel 1929 come innovativo modello a soffietto di tipo auto-estensibile, questa macchina ha continuato ad essere prodotta in numerose varianti fino ai giorni nostri, seppure in una veste ormai completamente rinnovata a corpo rigido e telemetro e dalle caratteristiche simili alle Leica.
 
Come spesso accade, anche in questo caso non vi è dubbio che i primi modelli restano i più originali ed interessanti.
 
La Voigtlander Bessa 66, nota anche come "Baby Bessa" era la versione tascabile per il formato 6x6 del modello originario. Essa fu prodotta in due serie diverse a cavallo della Seconda Guerra Mondiale.
 
La prima serie (1938-41) era dotata di mirino a traguardo pieghevole mentre la seconda serie (1945-50) aveva un più moderno mirino galileiano e differiva nella parte superiore del corpo macchina, più alta che nella serie precedente. 
 
Come da tradizione Voigtlander, i materiali, la componentistica e la cura costruttiva erano dei massimi livelli.
Un aspetto singolare era dato dal meccanismo che azionava lo scatto, costituito da un grilletto retrattile posto sotto lo sportellino del soffietto. Questo sistema consentiva di inquadrare e scattare in modo più confortevole e con una riduzione delle vibrazioni e del conseguente rischio di mosso.
 
Ecco le principali caratteristiche tecniche di questo esemplare:
- Obiettivo con lente VOIGTLANDER "Voigtar" con focale di 75mm
- Diaframma a iride fra i due gruppi ottici dell’obiettivo, con aperture da f/3.5 a f/16
- Otturatore centrale lamellare "COMPUR" con 8 tempi di scatto di 1sec.  1/300sec e posa B
- Inquadratura con mirino ottico galileiano
- Messa a fuoco mediante rotazione della ghiera dell'obiettivo 
 
Da rimarcare che, a dispetto dei suoi 65 anni, la Bessa 66 utilizza pellicole di formato 120 ancora ampiamente disponibili, sia a colori che per il bianco e nero, e produce fotogrammi di formato quadrato 6x6cm. La qualità delle ottiche è eccelsa.
 
 
 

2 commenti:

  1. Il marchio Voigtlander sopravvive grazie alla giapponese Cosina e attualmente, se non erro, restano in produzione solo le ultime incarnazioni della "Bessa R", telemetro che fa il verso alle Leica M. Buone macchine, ma la plastica ahimé la fa da padrona e la solidità e la qualità dei modelli come questo da te magistralmente presentato è solo un ricordo del passato.

    Ciao

    Antonio

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    1. Ciao Antonio, la Bessa giapponese è un gioiello dei nostri giorni ma, come sai bene, le macchine tedesche sono un'altra cosa...
      Conoscendo i tuoi standard elevati, ti consglierei la VOIGTLANDER VITESSA, che è una vera opera di design e un gioiello della tecnica.
      Volendo, c'è anche un modello ad ottica intercambiabile denominato VITESSA T.
      Vale decisamente il prezzo di acquisto.
      Saluti, Giulio.

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