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mercoledì 30 novembre 2011

CANON PRIMA SUPER 115 (1993)

La Canon PRIMA SUPER 115 è il risultato di un processo di costante miglioramento realizzato da Canon sulle sue macchine compatte 35mm.
Un processo iniziato fin dagli anni '60 con la Canonet, proseguito per tutti gli anni '70 con l'implementazione del flash nel corpo macchina, continuato negli anni '80 con l'autofocus e completato negli anni '90 con le ottiche zoom.
Questa macchina costituiva il top della gamma di compatte Canon e la risposta allo straordianario successo riscosso dalla Olympus Miù Zoom, con la quale condivide molte caratteristiche tecniche. La Prima Super 115, sebbene più tradizionale nelle forme, era concepita con una linea altrettanto moderna ed elegante, impreziosita dallla colorazione bi-colore del corpo macchina e dal frontale realizzato interamente in alluminio.
Dotata di un efficace e rapido sistema di autofocus intelligente a tre punti, questa macchina offriva una versatile ottica zoom con capacità di variare la focale da un grandangolo 38mm fino a un teleobiettivo di 115mm. Tutto questo si accompagnava ad una meccanica silenziosissima e a un sistema esposimetrico accurato in grado di garantire foto sempre eccellenti.
Una caratteristica davvero unica era la presenza di un selettore sul dorso che, al pari di una macchina reflex, permeteva di scegliere tra modalità di funzionamento completamente automatica e 4 differenti modalità di scatto programmato (Macro, Ritratto, Sport e Foto Notturna).
Per il resto, la "PRIMA SUPER 115" è, come tutte le Canon, una macchina semplicissima da utilizzare anche per chi non ha nessuna esperienza in campo fotografico: tutto è automatizzato, dall'avanzamento e riavvolgimento della pellicola motorizzato alla scelta dei tempi di scatto, alla messa a fuoco fino al flash che si aziona automaticamente quando le condizioni di luce lo richiedono.
All'utente non resta che concentrarsi sull'inquadratura, azionando opportunamente lo zoom... il risultato è sempre di assoluta qualità.
La dotazione tecnica include:
- Obiettivo con lente Canon con zoom 38-115mm e composta di ben 10 elementi in 9 gruppi con apertura massima f/3.6
- Autofocus intelligente con capacità di messa a fuoco già da 40cm
- Otturatore elettronico con tempi di scatto da 4sec. a 1/1.200sec.
- Mirino che fornisce una immagine variabile in tempo reale a seconda dello zoom utilizzato
- Esposimetro con sensibilità ISO da 25 a 3200
- Flash integrato con funzione di prevenzione dell'effetto "occhi rossi" e ad intensità variabile a seconda delle condizioni di luce
- Autoscatto
- Caricamento, avanzamento e riavvolgimento della pellicola motorizzato.
Questa macchina rappresenta la soluzione ideale per chi, non essendo molto pratico di fotografia, desidera uno strumento semplice da apprendere e da utilizzare ma non vuole rinunciare alla superiore qualità delle fotografia a pellicola.
Portatela pure con voi senza il timore di danneggiare una costosa digitale ma sapendo di poter comunque contare su un prodotto di qualità Canon e di fascia alta.
Pwer ulteriori info e per visionare esempi di foto scattae con questo modello visitate i seguenti links:
http://www.canon.com/camera-museum/camera/film/data/1991-1995/1993_ab-s.html?lang=us&categ=srs&page=ab
http://www.trekearth.com/photos.php?cat=camera&id=3373

KF 88 AUTO WINDING

Alcuni anni fa le fotocamere di tipo economico e con lenti in plastica venivano dispregiativamente etichettate come "Toy Cameras" ossia "Macchine-Giocattolo".
Spesso venivano acquistate per far compiere ai ragazzini i primi passi in fotografia oppure in località turistiche per scattare foto"istantanee" e improvvisate delle proprie vacanze.
Negli anni '90 tutto è cambiato e lo stesso concetto di fotografia ha subito delle revisioni che, lo si ammetta o no, hanno portato molti ad avvicinarsi alla fotografia pur senza aver letto manuali, riviste o frequentato corsi...
Il motto della lomografia è "Cogli l'attimo" e, dunque, scattre d'istinto, per strada, senza curarsi delle impostazioni migliori. Una foto sottoesposta non è necessariamente una foto sbagliata se i colori sono saturi e brillanti. La vignettatura dei bordi non è più un difetto delle lenti troppo economiche. Le pellicole scadute non sono più da buttare via ma semmai una occasione in più per scattare foto a prezzi stracciati ... l'importante è solo cogliere l'attimo!
E così il mondo della fotografia si è spaccato in due: da un lato i colossi storici che creano digitali sempre più evolute e a prova di errore. Dall'altro lato coloro che cercano volutamente il mosso, che sostengono ancora la superiorità della pellicola rispetto al sensore e che alimentano una crescente fetta di mercato dell'analogico.
Oggi, in questa nicchia di mercato sono i cinesi con le loro Holga, Diana, Action Sampler, Fisheye... VENDUTE A PREZZI DA CAPOGIRO EPPURE "TOY CAMERAS".
Le vecchie care macchine tanto derise in passato oggi vengono acquistate a caro prezzo e le loro lenti scadenti vengono imitate senza successo da Photoshop e dagli altri software.
La KF-88 AUTO WINDING appartiene alla schiera delle innumerevoli fotocamere prodotte in Cina.
Anche se, dal punto di vista tecnico, questa fotocamera presenta alcune caratteristiche (avanzamento / riavvolgimento motorizzato, flash anti-occhi rossi, esposimetro) che la collocherebbero al di sopra delle semplici "Toy Cameras" sarei propenso a credere che la sua lente grandangolare in plastica sia incline a tutte quelle aberrazioni (colori forti, vignettatura, riflessi di luce, bordi sfocati) che sono tanto ricercate dagli amanti della lomografia.

WIDE PIC PANORAMA

Alcuni anni fa le fotocamere di tipo economico e con lenti in plastica venivano dispregiativamente etichettate come "Toy Cameras" ossia "Macchine-Giocattolo".
Spesso venivano acquistate per far compiere ai ragazzini i primi passi in fotografia oppure in località turistiche per scattare foto"istantanee" e improvvisate delle proprie vacanze.
Negli anni '90 tutto è cambiato e lo stesso concetto di fotografia ha subito delle revisioni che, lo si ammetta o no, hanno portato molti ad avvicinarsi alla fotografia pur senza aver letto manuali, riviste o frequentato corsi...
Il motto della lomografia è "Cogli l'attimo" ossia scattare d'istinto, per strada, senza curarsi delle impostazioni migliori. Una foto sottoesposta non è necessariamente una foto sbagliata se i colori sono saturi e brillanti. La vignettatura dei bordi non è più un difetto delle lenti troppo economiche. 
 
Le pellicole scadute non sono più da buttare via ma una occasione in più per scattare foto a prezzi stracciati ... l'importante è solo cogliere l'attimo!
E così il mondo della fotografia si è spaccato in due: da un lato i colossi storici che creano digitali sempre più evolute e a prova di errore. Dall'altro lato coloro che cercano volutamente il mosso, che sostengono ancora la superiorità della pellicola rispetto al sensore e che alimentano una crescente fetta di mercato dell'analogico.
Oggi, in questa nicchia di mercato sono i cinesi con le loro Holga, Diana, Action Sampler, Fisheye... VENDUTE A PREZZI DA CAPOGIRO EPPURE "TOY CAMERAS".
Le vecchie care LOMO (sovietiche), DIANA, HALINA, ecc. tanto denigrate in passato oggi vengono acquistate a caro prezzo e le loro lenti scadenti vengono imitate senza successo da Photoshop e dagli altri software.
In questo contesto la piccola WIDE PIC PANORAMA, leggera e interamente in plastica, rappresenta una vera sorpresa... il miracolo che non ti aspetti!
Affidabile e facilissima da utilizzare, la Wide Pic Panorama non ha bisogno di manuali di istruzioni nè di consocere i principi della fotografia. Occorre solo inquadrare e scattare.
Certo, quasi tutte le lomo sono così... ma quante scattano FOTO PANORAMICHE?
Grazie alla sua lente grandangolare con focale cortissima e alla presenza di una maschera sul piano focale, questa macchina vi regala foto davvero uniche... non solo lomo ma anche inimitabilmente panoramiche.
E nonostante il suo aspetto dimesso, questo gioiellino oggi è un vero "cult" in rete e nei siti dedicati alla lomografia. Appassionati di lomografia... dite la verita: questa, non ve l'aspettavate!

martedì 29 novembre 2011

YASHICA MG-1 Black (1975)

La Yashica MG-1 costituisce l'ultima evoluzione di una gloriosa famiglia di macchine a telemetro lanciate a metà anni '60, con la mitica "Electro 35", come alternativa alle blasonate e costosissime Leica tedesche.
La Yashica Electro 35 stabilì un primato tecnologico per l'epoca in quanto fu la prima 35mm con otturatore elettromagnetico a controllo elettronico ed era inoltre dotata di esposizione automatica a priorità di diaframmi.
La "MG-1", prodotta dal 1975 al 1986, fu l'ultimo modello della serie e infatti, contravvenendo ai dettami di compattezza e impiego di materiali plastici in voga negli anni '80, essa conserva inalterate tutte le caratteristiche, tecniche ed estetiche, del modello originario.
Il corpo macchina, imponente e interamente in metallo, era lo stesso della Electro 35 con l'unica differenza che la cellula dell'esposimetro fu spostata dal corpo macchina sul corpo obiettivo, il che consentiva una corretta lettura esposimetrica anche quando si montavano filtri sulla lente. Per il resto l'estetica restava pressochè invariata, compresa la insolita finestrella di forma romboidale del telemetro.
Le specifiche tecniche furono semplificate rispetto alla Electro 35.
L'ottica restava una 45mm Yashinon di altissima qualità ma l'apertura massima passò da f/1.7 a f/2.8. Anche l'otturatore restava quello  originariamente progettato e costruito dalla Copal, su specifiche Yashica, ma con tempi di scatto da 2sec. a 1/500sec.
 
La caratteristica di maggior rilievo di questo modello resta l'esposizione automatica a priorità di diaframmi. L'utente seleziona l'apertura diaframma sulla apposita ghiera dell'obiettivo e il sistema esposimetrico provvede a regolare di conseguenza il tempo, con i LED luminosi rosso per sottoesposizione giallo per sovraesposizione, che indicano come impostare correttamente il diaframma. L'esposizione corretta è raggiunta quando entrambi sono spenti.
Ecco il riepilogo delle princiapli caratteristiche tecniche:
- Rinomata lente Yashica "Yashinon" di 4 elementi in 3 gruppi con focale 45mm e apertura massima f/2.8
- Diaframma con aperture da f/2.8 a f/16
- Otturatore di tipo centrale lamellare "Copal" a controllo elettronico, con tempi di scatto  da 2sec. a 1/500sec .
- Inquadratura con mirino galileiano
- Messa a fuoco mediante telemetro Telemetro per una messa a fuoco impeccabile
- Esposimetro con cellula CDS e sensibilità da 25 a 800 ISO
- Autoscatto
- Slitta con contatto a caldo di sincoronizzazione del flash
- Predisposizione per filtri di diametro 55mm

Come si può capire dando una rapida occhiata alle principali caratteristiche tecniche, si trattava di una macchina a telemetro di fascia alta che non aveva nulla da invidiare perfino a molte reflex dell'epoca.
Ormai si tratta di un modello di altissimo valore collezionistico, ma anche una fotocamera fruibilissima e in grado di regalare immense soddisfazioni ai puristi della fotografia analogica... 
 
Se ne trovate in giro una, non lasciatevela scappare!

MANSFIELD HOLIDAY ZOOM EE (1962)

Il marchio americano Mansfield, con sede a Chicago, iniziò la sua attività nell'immediato secondo dopoguerra, importando negli Stati Uniti e rivendendo con nome proprio fotocamere, cineprese e cine-proiettori di fabbricazione giapponese.
La svolta importante giunse nel 1962, con l'acquisto della gloriosa Argus, gravata da problemi finanziari. I manager dell'azienda decisero di avvantaggiarsi del ben più affermato nome Argus e così trasformarono la Mansfield in una filiale della Argus benchè fosse vero l'opposto.
Prodotta dal 1962 al 1965, la MANSFIELD HOLIDAY ZOOM EE era una cine-camera molto avanzata per il suo tempo.
Ralizzata ineramente in solido metallo, era accuratamente rifinita con con inserti cromati che ne impreziosivano l'aspetto.
Il funzionamento era completamente meccanico, infatti il caricamento del motore era manuale, del tipo a molla, e anche l'esposimetro era del tipo al selenio, ossia attivato dall'energia solare e dunque indipendente dall'uso delle batterie.
La ripresa poteva essere avviata e interrotta in qualsiasi momento semplicemente agendo su una levetta, oppure montando il cd."manico a pistola" e agendo sul relativo grilletto.
Queste le caratteristiche salienti:
- Corpo macchina interamente realizzato in lega di metallo
- Obiettivo zoom con lente "Mansfield Cinepar" e apertura massima f/1.8
- Motore a molla con carica manuale
- Esposimetro con cellula al selenio
- Inquadratura con mirino galileiano
- Filettatura per montaggio su cavalletto
- Manico "a pistola" per una più agevole impugnatura durante le riprese. 
Per visionare un esempio di filmato d'epoca girato con questo modello, visitate il seguente link:
http://www.youtube.com/watch?v=UxCHrNYdHxw