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domenica 6 novembre 2011

ZORKI 11 (1964)


La fabbrica KMZ fu impiantata a Krasnogorsk nel 1941 per volontà del regime comunista ed era destinata a svolgere un ruolo strategico nell'industria sovietica.
Per tutta la 2° Guerra Mondiale, infatti, KMZ fu il principale fornitore di binocoli, dispositivi di puntamento ed equipaggiamento per l' Armata Rossa. 
Alla fine della guerra, alcuni stabilimenti della Germania sconfitta furono assegnati a KMZ e con l'aiuto di tecnici ed ingegneri tedeschi si avviò anche la produzione di fotocamere. I primi modelli erano copie esatte della Leica II, chiamate ZORKI. Poi, partendo dalle telemetro di derivazione Leica e con l'aggiunta di un pentaprisma, furono realizzate le prime macchine reflex sovietiche, denominate "ZENIT".
Oggi non vi è alcun dubbio che le migliori macchine sovietiche (Zenit e Zorki) si fabbricassero a Krasnogorsk, negli stabilimenti KMZ.
Accanto alle telemetro di derivazione Leica, sono stati realizzati anche modelli del tutto originali, come la ormai introvabile ZORKI 11.
Lanciata nel 1964, negli anni della "Guerra Fredda" e della corsa alla conquista dello spazio, la ZORKI 11 era una fotocamera modernissima, non solo per i canoni sovietici ma anche per quelli occidentali, dove avrebbe dovuto essere una "Bandiera" del progresso e della tecnologia sovietica.
Ovviamente, la prima cosa che colpisce della ZORKI 11 è la sua linea avveniristica
e ancora oggi, dopo 50 anni, del tutto originale. Ai suo tempi sembrava un'oggetto venuto dallo spazio, se confrontata con le fotocamere concorrenti e ancor più col resto della produzione sovietica ancora ispirata ale copie della Leica.
Le dimensioni del corpo macchina, realizzato interamente in metallo, sono alquanto compatte ma ciò che più salta all'occhio è la pulizia delle linee, con l leva di caricamento posta sotto il corpo macchina e la grossa cellula dell'esposimetro al selenio dislocata intorno all'obiettivo. Questo sistema consentiva di ottenere una lettura dell'esposizione ottimale anche quando si montavano dei fltri, poichè questi andavano ad incidere non solo sull'obiettivo ma anche sulla lettura dell'esposimetro.
La ZORKI 11 aveva il vanto di essere una delle poche fotocamere sovietiche di tipo automatico. Una volta selezionata la sensibilità della pellicola l'esposimetro determinava l'apertura diaframma e il tempo di scatto ottimali. In alternativa, l'utente poteva selezionare manualmente l'apertura diaframma desiderata.
La dotazione tecnica di questo modello include:
- Obiettivo con lente "INDUSTAR-63" con focale di 45mm
- Diaframma a iride fra i gruppi ottici dell’obiettivo, con aperture da f/2.8 a f/22
- Otturatore centrale lamellare con tempi di scatto da 1/30sec. a 1/500 sec. più la posa B
- Inquadratura con mirino galileiano
- Messa a fuoco su scala metrica mediante rotazione della ghiera dell’obiettivo
- Esposimetro con cellula al selenio
- Contatto di sincronizzazione e slitta per il flash
- Possibilità di comando dello scatto a distanza mediante cavetto flessibile 
Come si vede, si tratta di un modello insolito e assolutamente originale ma soprattutto di una macchina rara, prodotta in appena 60.745 unità. Una delle più rare macchine sovietiche in assoluto.

Per ulteriori info e su questo splendido modello visitate i seguenti link:
http://www.sovietcams.com/index.php?611543609
http://www.thecamerasite.net/07_Viewfinder_Cameras/Pages/zorki%2011.htm

1 commento:

  1. Dovresti informarti meglio prima di scrivere, la Zorki 11 non è un prodotto originale dell'unione sovietica, ma una copia della Ricoh auto 35 v.

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