Visualizzazioni totali

sabato 5 novembre 2011

POLAROID SUPER SHOOTER (1975)

Il marchio Polaroid è legato ad un rivoluzionario processo chimico sperimentato nel 1929 dal Dr. Edwin Land e che impiegava un supporto che conteneva già al suo interno i reagenti chimici necessari per lo sviluppo dell'immagine. Nel 1947 nacque la prima fotocamera Polaroid, mediante la quale si potevano ottenere fotografie in pochi secondi dopo lo scatto.
Nella fotocamera veniva inserita una cartuccia contenente una serie di fogli fotosensibili, coperti singolarmente da una pellicola impregnata di una sostanza reagente i quali, una volta impressionati, venivano estratti manualmente da un lato della fotocamera ed in seguito (dopo circa 60 secondi) venivano separati dal foglietto reagente scoprendo così il foglio con l'immagine impressa direttamente in positivo (eliminando il passaggio del negativo e della successiva stampa che obbligava la consegna del rullino presso un laboratorio.  L'immagine si stabilizzava definitivamente nel corso di una decina di minuti.
Per la sua facilità di utilizzo, il sistema Polaroid riscosse un enorme successo, anche se la qualità di stampa non raggiunse mai il livello della stampa fotografica tradizionale. Le stampe avevano il difetto di soffrire molto l'invecchiamento e l'esposizione alla luce tanto che, in alcuni casi, già dopo pochi anni di normale conservazione, le immagini risultavano sbiadite e fortemente virate verso il blu. 
Ma proprio le caratteristiche dominanti di colore e la vignettatura causata dalla scarsa qualità delle lenti in plastica fecero delle macchine Polaroid un formidabile strumento di espressione artistica: la Polaroid fu usata da Andy Warhol, amata da Helmut Newton, Nobuyoshi Araki e molti altri e divenne il simbolo di un'epoca.
Insomma, una antesignana della odierna lomografia.
La POLAROID SUPER SHOOTER del 1975 è uno dei modelli di maggiore impatto visivo della casa americana.Imponente nelle dimensioni e dalla forma davvero inconfondibile!
Pur essendo una macchina semplice da utilizzare, era dotata di un esposimetro che regolava i tempi di scatto dell'otturatore e di un selettore per regolare la lumnosità delle foto. Vi era, inoltre, un attacco per l'uso dei flash a cubo e l'obiettivo era dotato di regolazione della messa a fuoco su scala metrica.
Un'aspetto ancor più singolare, direi quasi unico, è la presenza di una vera e propria guida sul retro della macchina, che ne spiega dettagliatamente il modo di utilizzo.
Quanto alla reperibilità delle pellicole, questo modello può utilizzare le pellicole POLAROID 100 oppure le FUJI FP-100C che sono ancora ampiamente reperibili e a prezzi molto ragionevoli. Basta cercarle in rete o nei migliori negozi di materiale fotografico.
 

Nessun commento:

Posta un commento