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sabato 5 novembre 2011

POLAROID 340 AUTOMATIC (1969)

Il marchio Polaroid è legato ad un rivoluzionario processo chimico sperimentato nel 1929 dal Dr. Edwin Land e che impiegava un supporto che conteneva già al suo interno i reagenti chimici necessari per lo sviluppo dell'immagine. Nel 1947 nacque la prima fotocamera Polaroid, mediante la quale si potevano ottenere fotografie in pochi secondi dopo lo scatto.
Per la sua facilità di utilizzo, il sistema Polaroid riscosse un enorme successo, anche se la qualità di stampa non raggiunse mai il livello della stampa fotografica tradizionale. Le stampe avevano il difetto di soffrire molto l'invecchiamento e l'esposizione alla luce tanto che, in alcuni casi, già dopo pochi anni di normale conservazione, le immagini risultavano sbiadite e fortemente virate verso il blu. 
Nonostante tutto, proprio le caratteristiche dominanti di colore e la vignettatura causata dalla scarsa qualità delle lenti in plastica fecero delle macchine Polaroid un formidabile strumento di espressione artistica... insomma, una antesignana della odierna lomografia.
La POLAROID 340 AUTOMATIC del 1969 è ormai un classico tra i tantissimi modelli prodotti dalla casa americana. Si trattava, infatti, di una fotocamera di chiara ispirazione retrò ma che proprio grazie alla sua meccanica pieghevole a soffietto consentiva dimensioni compatte e una portabilità impensabile per altri modelli di fotocamera istantanea. 
A dispetto della sua linea classica, la "340" era una macchina tecnicamente completa: esposimetro, messa a fuoco regolabile e telemetro erano solo alcune delle chicche tecniche di questo modello.
Come accessorio era disponibile anche un flash dedicato, che poteva essere montato in pochi istanti e collegato all'otturatore dotato d un apposito contatto di sincronizzazione.
Infine, anche l'ottica non era quella solita in plastica delle altre Polaroid ma una vera e propria "tripletta" (tre elementi in vetro).
Ecco, le principali caratteristiche:
- Obiettivo composto di tre elementi con focale di 114mm
- Diaframma con aperture da f/8.8 a f/42
- Otturatore a controllo elettronico, con tempi di scatto da 10sec. a 1/1200sec.
- Esposimero di tipo CDS con possibilità di regolazione anche manuale della luminosità mediante selettore (Darken/lighten)
- Cursore di regolazione manuale della luminosità (Darken/lighten)
- Inquadratura mediante mirino galileiano con segnali di correzione della parallasse
- Telemetro per una messa a fuoco accurata
- Contatto di sincronizzazione per flash esterno

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