Visualizzazioni totali

giovedì 3 novembre 2011

LUMIERE STARTER (1955)

La notoretà dei fratelli Lumière è legata soprattutto all'invenzione del cinematografo nel 1894. Il "cinématographe" era una piccola scatola di legno dotata di una cremagliera che trascinava la pellicola eseguendo riprese fotografiche in sequenza mediante scatti che si susseguivano alla distanza di 1/25 di secondo l’uno dall’altro: cambiando la lente, il geniale apparecchio si trasformava in macchina da proiezione.
Paradossalmente, i Lumière non riposero molta fiducia nel futuro della loro creatura e, nonostante l’immediata vendita di molti apparecchi, decisero di spostare la loro attenzione verso la fotografia e nel 1903 brevettarono il metodo “Autochrome” per la fotografia a colori.
Nel periodo immediatamente successivo alla Prima Guerra Mondiale ebbe inizio anche la costruzione di fotocamere e ben presto Lumière divenne una fra le più importanti aziende francesi nel settore delle pellicole e delle attrezzature per fotografia, con modelli molto particolari come la Eljy, la Elax, la Lumirex e la Lumiflex.
La LUMIERE "Starter" del 1955 rappresenta l'ultimo modello di fotocamera prodotta da questo storico marchio francese.
Si tratta di una macchina dal corpo compatto e interamente realizzata in bakelite, il che la rende insoltamente pesante rispetto alle sue dimensioni.
Le sue forme morbide e la caratteristica colorazione della parte superiore la rendono molto somigliante ad una LOMO SMENA, ma la superiore qualità dell'ottica e la cura costruttiva ne fanno un prodotto decisamente più raffinato.    
Queste le specifiche tecniche:
- Obiettivo con lente LUMIERE "Lypar" con focale di 45mm
- Diaframma a iride fra i due gruppi ottici dell’obiettivo, con valori da f/3.5 a f/16
- Otturatore centrale lamellare "ATOS I" con tempi di scatto, da 1/25sec. a 1/150sec. più la posa B
- Inquadratura con mirino galileiano
- Messa a fuoco su scala metrica mediante rotazione della ghiera dell’obiettivo
- Slitta e contatto di sincronizzazione per il flash
- Possibilità di comando a distanza dello scatto, mediante cavetto flessibile
Sebbene non si tratti di un modello molto sofisticato, sono presenti comunque tutte le possibili regolazioni (tempi, diaframmi, messa a fuoco) che è dato ritrovare in macchinei di fascia superiore e che consentono una totale personalizzazione delle impostazioni di scatto.
Il fatto che si tratti di un modello completamente meccanico e manuale, unito all'utilizzo delle normali pellicole 35mm ne fanno ancora oggi, dopo quasi 60 anni, una macchina pienamente fruibile.
La sua rarità, perfino sul mercato fotografico francese, ne fa anche un perfetto oggetto di collezionismo fotografico.
 

Nessun commento:

Posta un commento