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domenica 6 novembre 2011

LOMO VOSKHOD (1964)

Il marchio LOMO-GOMZ è uno dei più antichi nella storia della fotografia sovietica, rimasta per tanti anni in isolamento a causa del regime comunista. 
A partire dagli anni '90, dopo la caduta del "regime", il nome "LOMO" è salito alla ribalta mondiale e i suoi prodotti hanno dato vita ad un vasto movimento artistico, chiamato "lomografia". Si tratta di una vera e propria filosofia che sovverte tutti i canoni tradizionali della fotografia e secondo cui l'unica cosa davvero importante è "cogliere l'attimo". Il mosso, lo sfocato, le dominanti di colore, la vignettatura non sono più errori da evitare ma effetti artistici voluti e le fotocamere che li creano sono diventate ambitissime.
Accanto a modelli costruiti in plastica e bakelite, il marchio LOMO ha realizzato anche alcune fotocamere di fascia superiore, interamente in metallo e dotate di ottiche di alta qualità e di una meccanica raffinata. E' questo il caso della ormai introvabile VOSKHOD.
Lanciata nel 1964, negli anni della "Guerra Fredda" e della corsa alla conquista dello spazio, la VOSKHOD era una fotocamera modernissima, non solo per i canoni sovietici ma anche per quelli occidentali. Questo modello fu progettato non tanto per la vendita sul mercato interno ma soprattutto per l'esportazione nel mondo occidentale, dove avrebbe dovuto essere una "Bandiera" della potenza e della tecnologia sovietica.
Ovviamente, la prima cosa che colpisce della VOSKHOD è la sua linea avveniristica
e ancora oggi, dopo 50 anni, del tutto originale. Ai suo tempi sembrava un'oggetto venuto dallo spazio, se confrontata con le fotocamere concorrenti e ancor più col resto della produzione sovietica ancora ispirata ale copie della Leica.
Le dimensioni del corpo macchina, realizzato in alluminio, sono molto compatte ma ciò che più salta all'occhio è la forma allungata, che nelle intenzioni dei prgettisti serviva a favorire un impugnatura più agevole sia in posizione orizzontale che verticale. Una curiosità: a riprova di questa scelta dettata da esigenze ergonomiche, anche il logo della macchina fu disegnato per consentirne una agevole leggibilità in entrambe le posizioni verticale e orizzontale. 
Per il resto, tutta la disposizione dei comandi è anticonvenzionale: dal pulsante di scatto, posto nella parte frontale, a lato della piastra porta-ottica, fino al caricamento/avanzamento della pellicola che avviene ruotando la "pinna di squalo" posta sopra l'obiettivo.
La dotazione tecnica di questo modello include:
- Obiettivo con lente LOMO "T-48" in tre elementi con focale di 45mm
- Diaframma a iride fra i gruppi ottici dell’obiettivo, con aperture da f/2.8 a f/22
- Otturatore centrale lamellare con tempi di scatto da 1sec. a 1/250 sec. più la posa B
- Inquadratura con mirino galileiano
- Messa a fuoco su scala metrica mediante rotazione della ghiera dell’obiettivo
- Esposimetro con cellula al selenio
- Contatto di sincronizzazione e slitta per il flash
- Possibilità di comando dello scatto a distanza mediante cavetto flessibile 
Come si vede, si tratta di un modello insolito e assolutamente originale ma soprattutto di una macchina rara, prodotta in appena 59.225 unità. Una delle più rare macchine sovietiche in assoluto.
Per ulteriori info e foto di esempio di questo splendido modello visitate i seguenti link:
http://cameras.alfredklomp.com/voskhod/
http://www.sovietcams.com/index.php?1147169394

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