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domenica 6 novembre 2011

KODAK HAWK-EYE MODEL C.C. (1926)


Spesso guardando queste fotocamere si pensa "bella!" ma non ci si rende effettivamente conto di quanto sia antica e di quanto fosse diverso il mondo quando è stata usata per la prima volta...
Per le strade c'erano ancora le carrozze e i carri al posto delle prime automobili; il cinema era agli inizi e non c'era ancora il sonoro; gli aerei erano solo da guerra e in America ci si andava con la nave con viaggi che duravano settimane...
La fotografia era ancora per pochi e anche solo possedere una "economica" box era un privilegio riservato ai più agiati. 
Prodotta dalla filiale inglese Kodak tra il 1926 e il 1934, la HawK-Eye Model C.C. è uno dei modelli di fotocamera più semplici mai realizzata e aderisce perfettamente allo storico motto di Kodak "Voi scattate e noi pensiamo al resto".
Si pensi che il corpo macchina è interamente realizzato in cartone, opportunamente trattato e rinforzato e rivestito di pelle. La sua particolarità, tuttavia, sta nel fatto che essa è dotata di un'unico mirino centrale al posto dei soliti due impiegati dalle altre fotocamere di tipo box.
Tecnicamente, la macchina è improntata alla massima semplicità, con un unico tempo di scatto intorno a 1/50sec. più la posa B. Anche l'apertura diaframma è fissa a f/11.
Nulla di strano, se si pensa che le macchine box dell'epoca erano pensata per il negativo in bianco e nero che, tollerando esso buone compensazioni in fase di stampa,  veniva lasciata alla bravura del laboratorio fotografico la vera e propria regolazione dell'esposizione.
L'obiettivo è costituito da un'unica lente, con focale di 90mm (che nel medio formato equivale circa un obiettivo normale del 35mm) con messa a fuoco fissa sull'infinito.
Come nella maggior parte delle macchine box dell'epoca, la lente è situata dietro la lamella dell'otturatore, in posizione protetta da polvere e graffi, e compare solo al momento dello scatto.
La pellicola viene fatta avanzare con una rotella e, come accade in molti apparecchi per il medio formato, non esiste un "fine corsa": l'utente deve fermarsi al momento giusto, controllando il numeretto stampato sulla carta che protegge il lato posteriore della pellicola e che appare da un'apposita finestra sul dorso, chiusa da un vetrino rosso. 
E' importante precisare che questa macchina, sebbene inizialmente progettata per l'impiego di pellicole 620, può tranquillamente utilizzare le attuali pellicole di formato 120, ancora facilmente reperibili in commercio, e realizza fotogrammi di dimensioni 6x9cm.
Questa macchina consente, inoltre, la possibilità artistica di esposizioni multiple su uno stesso fotogramma. Dunque, un pezzo di storia del '900 ma anche una macchina ancora facilmente utilizzabile per qualche foto in stile vintage!

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