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lunedì 7 novembre 2011

KODAK BROWNIE FLASH (1950)

Le fotocamere di tipo box denominate "Brownie" erano i modelli più accessibili prodotti dalla Kodak tra gli anni '20 e la fine degli anni '50. Queste macchine, grazie alla loro robustezza e semplicità d'uso, furono tra le principali artefici della diffusione della fotografa tra le masse.
Prodotta tra il 1950 e il 1961, questo autentco  "classico della fotografia" fu venduta negli USA col nome di "Brownie Hawkeye Flash" mentre in Europa fu denominata semplicemente BROWNIE FLASH e prodotta dalla filiale francese di Kodak.
A differenza delle primissime macchine box, realizzate in cartone o in metallo, per questo modello si decise di impiegare la bakelite che, grazie alla sua plasmabilità, consentì agli ingegneri di realizzare una fotocamera dallo stile unico e senza precedenti.
Un altro aspetto innovativo per l'epoca (e per la tipologia di fotocamera) fu la implementazione di due contatti per il flash che poteva essere montato nella parte frontale del corpo macchina e che consentiva di scattare foto in tutte le condizioni di illuminazione.
Diversamente dalla maggior parte delle fotocamere box, e al pari di una biottica, questo modello utilizza pellicole di medio formato e realizza negativi di formato quadrato, di generose dimensioni 6x6cm su pellicola 620.
Tecnicamente, la macchina è improntata alla massima semplicità, con un unico tempo di scatto intorno a 1/50sec. più la posa B. Anche l'apertura diaframma è fissa.
Nulla di strano, se si pensa che le macchine box dell'epoca erano pensata per il negativo in bianco e nero che, tollerando esso buone compensazioni in fase di stampa, veniva lasciata alla bravura del laboratorio fotografico la vera e propria regolazione dell'esposizione.
L'obiettivo è costituito da un'unica lente (cd. menisco) con messa a fuoco fissa sull'infinito.
La pellicola viene fatta avanzare con una rotella e come accade in quasi tutti gli apparecchi medio formato, non esiste un "fine corsa": l'utente deve fermarsi al momento giusto, controllando il numeretto stampato sulla carta che protegge il lato posteriore della pellicola e che appare da un'apposita finestra sul dorso, chiusa da un vetrino rosso.
Cos'altro aggiungere... la macchina è davvero bella e parla da se. Se volete cimentarvi con la fotografia degli albori questo è un ottimo ed economico modo per iniziare.
La macchina, infatti, è perfettamente funzionante e ancora fruibile poichè  il formato 620 non è altro che il comune 120 montato su un rocchetto più sottile e dunque, chi lo vuole, può tranquillamente cimentarsi nell'iniziativa di ridare vita a queste antiche  macchine.
In rete esistono numerosi tutorial illustrati che spiegano passo passo come utilizzare le comuni pellicole 120 nelle macchine di formato 620. Ecco qualche esempio:
www.inficad.com/~gstewart/respool.htm
www.brownie-camera.com/respool/respool.shtml
www.prairienet.org/b-wallen/BN_Photo/Kodak620.htm
www.camerapedia.org/wiki/120_film
Da notare, infine, è la possibilità di realizzare esposizioni multiple su uno stesso fotogramma... una licenza artistica che non è dato trovare sulle macchine 35mm e neppure sulle più complesse reflex.

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