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lunedì 7 novembre 2011

CORONET REX (1937)

Il marchio Coronet è uno dei nomi strorici della fotografia "Made in England", un po' come Bencini e Ferrania per noi italiani.
Fondata nel 1926, l'azienda produsse una moltitudine di modelli, dalle soffietto alle box, alle macchine in bakelite, tutte contraddistinte da un fascino e uno stile inconfondibile e accattivante.
Per aggirare le barriere all'esportazione negli anni a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, Coronet strinse alleanza con la francese Tiranty e molti modelli vennero dunque realizzati in Francia ed equipaggiati con lenti di migliore qualità, fabbricate dalla Boyer di Parigi.
Fabbricata a metà anni '30, la "Rex" appartiene a una famiglia di fotocamere box molto cara agli inglesi ma purtroppo, fuori dal loro paese di origine, queste macchine sono molto rare e dunque non è facile trovarne in giro.
Tecnicamente, la macchina è improntata alla massima semplicità, con un unico tempo di scatto intorno a 1/50sec. e l'apertura diaframma è fissa.
Nulla di strano, se si pensa che le macchine box dell'epoca erano pensata per il negativo in bianco e nero che, tollerando esso buone compensazioni in fase di stampa, veniva lasciata alla bravura del laboratorio fotografico la vera e propria regolazione dell'esposizione.
L'obiettivo è costituito da una lente BOYER di fabbricazione francese, con focale di circa 90mm (che nel medio formato equivale circa un obiettivo normale del 35mm) con messa a fuoco fissa sull'infinito.
La pellicola viene fatta avanzare con una rotella e, come accade in molti apparecchi per il medio formato, non esiste un "fine corsa": l'utente deve fermarsi al momento giusto, controllando il numeretto stampato sulla carta che protegge il lato posteriore della pellicola e che appare da un'apposita finestra sul dorso, chiusa da un vetrino rosso. 
La pellicola utilizzata è del tipo classico "120" (ancora oggi in commercio e di facile reperibilità) e produce fotogrammi di formato 6x9cm, ideale per stampe di grandi dimensioni e poster senza perdite di qualità.
Questo modello è ormai molto raro e non dovrebbe mancare in una collezione di macchine vintage, ma si presta benissimo anche per l'utilizzo vista la pronta reperibilità delle pellicole che impiega.
Da segnalare, per gli artisti della fotografia, anche la possibilità di realizzare esposizioni multiple su uno stesso fotogramma.
Cos'altro aggiungere... la macchina è davvero bella e parla da se. Se volete cimentarvi con la fotografia degli albori questo è un ottimo ed economico modo per iniziare.

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