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domenica 6 novembre 2011

CHINON CS (1978)

Chinon è un costruttore giapponese che ha iniziato la sua attività negli anni '50. Nonostante la crisi economica e i cambiamenti tecnologici degli anni '70 hanno visto la scomparsa di tanti nomi illustri della fotografia "Made in Japan" (Miranda, Kowa, Topcon, Petri, Taron) Chinon è stato uno dei pochi marchi rimasti indipendenti e in grado di resistere allo strapotere di Nikon e Canon. Solo nel 2004, in piena era digitale, l'azienda è stata definitivamente acquisita da Kodak.
Presentata nel 1978, la CHINON CS è una tipica reflex degli anni '70: austera nelle forme, imponente nelle dimensioni e pesi, curata nei minimi dettagli e realizzata con materiali di assoluta qualità.
All'inizio degli anni '70 la profonda crisi economica aveva orientato il mercato fotografico verso la produzione di modelli compatti, semplificati e dai costi contenuti, mentre il mercato delle costose e raffinate reflex era orientato per lo più al pubblico professionale o verso gli amatori più facoltosi.
Si producevano autentici gioielli di meccanica destinati a durare nel tempo e che sono ancora oggi tra i prodotti più ricercati da collezionisti e amanti della fotografia di "vecchia scuola". Si trattava di modelli interamente meccanici e a controllo manuale, ossia del tutto indipendenti dall'elettronica e in cui le batterie, al massimo erano usate per alimentare l'esposimetro. Ogni parametro era lasciato alla perizia del fotografo, che poi esibiva con orgoglio il risultato dele sue conoscenze tecniche.  
La CHINON CS restava fedele ai dettami tecnici dell'epoca e, come le migliori concorrenti (Canon FT, Pentax K1000, Minolta SRT) era realizzata interamente in metallo ed era a controllo completamente manuale.
L'elettronica era impiagata solo per il funzionamento dell'esposimetro mentre l'otturatore era di tipo completamente meccanico. Per garantire una maggiore silenziosità della meccanica, le tendine dell'otturatore erano pregevolmente realizzate in METALLO anzichè in tela.
Inoltre, per favorire la compatibilità con il più ampio parco di ottiche possibile, Chinon continuò ad adottare anche su questo modello il proverbiale "passo a vite" M42 utilizzato anche da Yashica, Pentax, Praktica, Fujica, Ricoh, Zenit e da un gran numero di produttori di ottiche. 
Il risultato fu uno dei modelli più completi e versatili di quella generazione e ancora oggi, ad oltre 30 anni di distanza, è un prodotto valido ed attraente.
Ecco le principali caratteristiche tecniche dell'esemplare in vendita:
- Obiettivo con lente "Auto Chinon" con focale di 55mm
- Diaframma a iride fra i gruppi ottici dell’obiettivo, con aperture da f/1.7 a f/16
- Otturatore sul piano focale con tendina in metallo a scorrimento verticale e tempi di scatto da 1sec. a 1/1.000sec più la posa B
- Esposimetro CDS con lettura di tipo TTL e sensibilità ISO da  12-3200
- Slitta flash con contatto caldo
- Autoscatto
- Baionetta con passo a vite M42 che rende la macchina compatibile con una miriade di lenti (dalle eccellenti Chinon alle Yashica, Pentacon, Pentax a quelle di terze parti) per ogni tasca.
Oltre che un bellissimo "pezzo di artiglieria" va sottolineato che questa macchina è completamente manuale (messa a fuoco, settaggio dei tempi e apertura diaframma), e per funzionare è assolutamente indipendente dalle batterie (solo l'esposimetro richiede una comunissima pila alkalina V625 reperibile a meno di 1 euro).
Inoltre, la presenza della baionetta con passo a vite M42 la rende compatibile con una miriade di ottiche, non solo Chinon, ma anche Pentax, Yashica, Fujica, Praktica, Helios (Zenit).
Si tratta, dunque, di una macchina ideale per lo studente di fotografia e per chi voglia avvicinarsi per la prima volta al mondo delle reflex senza dissanguarsi con una digitale o una Nikon o una Pentax K1000 a pellicola. Al tempo stesso, questa macchina può dare grandi soddisfazioni all'appassionato con esperienza, che non ha mai rinunciato al piacere della fotografia analogica.

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