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giovedì 3 novembre 2011

BENCINI COMET K 35 (1973)

Il marchio Bencini vanta origini antiche. Fondata a Milano nel 1937 col nome "ICAF", l'azienda cambiò per un breve periodo la sua denominazione in "CMF" (Costruzioni Meccaniche Fotografiche) per poi assumere, nel dopoguerra, il nome definitivo "CMF Bencini".

La gamma di prodotti Bencini fu costantemente aggiornata, sia nella tecnica che nello stile, e ai modelli iniziali per pellicola in rulli formato 127 se ne aggiunsero altri pensati per l'utilizzo del 35mm, fino ai primi anni '80 quando l'azienda entrò in crisi.

La "COMET" è sicuramente il prodotto di maggiore successo della casa milanese e ormai una vera icona dello stile "Made In Italy" nel mondo della fotografia. La prima versione fu presentata all'inizio degli anni '50 ma, visto l'enorme successo, la gamma Comet fu continuamente ampliata e restò in produzione fino agli ultimi anni di attività dell'azienda.
Il modello "COMET K 35" del presente annuncio rappresenta una delle ultime evoluzioni di questa fotocamera. Diversamente da ogni altra concorrente, sia la regolazione dei tempi che il pulsante di scatto erano collocati nella parte frontale del corpo macchina anzichè nella solita posizione. Il contapose, infine, era situato nella parte posteriore.
Ciò che è più importante, si tratta di un modello completamente meccanico e manuale, che non necessita assolutamente di batterie per poter funzionare e non è assolutamente dipendente dall'elettronica.

Sotto il piano tecnico la Comet, restava una macchina estremamente affidabile e semplice da usare anche per un neofita. Queste le principali caratteristiche:
- Obiettivo con lente "BENCINI ACROMATIC" con focale di 55mm
- Diaframma con aperture da f/8 a f/22
- Otturatore centrale con tempi di scatto da 1/30sec.e 1/125sec. più la posa B
- Inquadratura con mirino galileiano
- Messa a fuoco su scala metrica mediante rotazione della ghiera dell’obiettivo
- Contatto caldo di sincronizzazione e slitta per flash
- Possibilità di comando a distanza dell'otturatore mediante cavetto flessibile


Negli ultimi anni, l'interesse per le fotocamere Bencini sembra rinato, soprattutto per alcune caratteristiche dell'ottica, che rendono questi modelli particolarmente adatti per un utilizzo in LOMOGRAFIA.
Al dilà delle evidenti somiglianze estetiche con la famigerata HOLGA, anche la Comet ha una lente caratterizzata da una elevata saturazione dei colori e da una marcata vignettatura dei bordi ma ha il vantaggio di poter funzionare con la pellicola 35mm (36 scatti per rullino anziche 12) venduta a prezzi pari ad 1/3 di un rullo 120.
Inoltre, diversamente dalle celebrate HOLGA cinesi, la Bencini Comet è un prodotto di qualità decisamente superiore. Le finiture e i dettagli sono molto più curati, ma soprattutto... non cadono a pezzi come le rivali cinesi!



6 commenti:

  1. Grazie delle informazioni, bellissimo articolo, molto interessante. Ho trovato questa macchina a casa dei mie genitori, cerco di farmela regalare da mio padre. Era in un armadio e l'ultimo che l'ha usata credo di esser stato io a fine anni ottanta. Un saluto

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    1. Ciao Gigi, grazie per i tuoi apprezzamenti. Ho visitato il to blog e lo trovo altrettanto interessante. Ho sempre desiderato viaggiare ma purtroppo non sono mai uscito dai confini italiani...
      Immagino che tu utilizzi macchine decisamente più performanti per i tuoi reportage di viaggio ma ti inviterei a realizzare qualche scatto anche con la BENCINI COMET.
      I risultati sono spesso soprprendenti!
      Saluti, Giulio.

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    2. Ciao Giulio, la Bencini è diventata mia, ho fatto qualche scatto di prova, devo prenderci un po' la mano, ma qualche reportage ho intenzione di farlo, ho provato con un rullino a colori, ma se lo trovo vorrei provare con un rullino in bianco e nero.
      Saluti, Gigi.

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  2. Caro Giulio, sono una neofita appassionata di fotografia e ho scoperto da poco il tuo blog che seguo con interesse.
    Di recente mio padre, anche lui a suo tempo un appassionato, ha portato a casa da un mercatino proprio una Comet K 35, che vorrei provare a far funzionare.
    Sono abituata a scattare anche a pellicola, ma a differenza delle altre macchine, questa mi lascia qualche dubbio pratico che spero tu possa aiutarmi a risolvere:
    - al momento dello scatto, si sente solo un debole rumore metallico e nessun suono di tendina (che immagino non possieda..?): è dovuto al fatto che il modello, come dici tu nell'articolo, sia comparabile alle toy-camera lomografiche?
    - Per provare a testarne il funzionamento (e trovare evtnuali difetti da far riparare) ho comprato un normale rullino a colori. Devo forse comprare un taglio particolare?

    Mi scuso se le domande possono sembrare un po' banali, ma per la prima volta mi trovo davanti a una macchina di questo genere, molto diversa dalle Minolta o Canon a pellicola che uso solitamente.
    Se vorrai rispondermi, sono tutta orecchi. Grazie in anticipo

    Federica

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    1. Ciao Federica, se senti il rumore metallico è molto probabile che la tua BENCINI sia perfettamente funzionante.
      La COMET non ha un otturatore a tendina come le reflex ma è di tipo lamellare, collocato immediatamente dietro la lente e il cui funzionamento è facilmente osservabile se apri il dorso della fotocamera e provi a scattare guardando con l'occhio attraverso di esso per vedere se si apre o meno.
      Talvolta, sugli esemplari rimasti fermi per anni, le lamelle tendono a bloccarsi ma è sufficiente una leggera pressione col dito (in genere sconsigliatissima o impossibile su altre fotocamere) e tutto ritorna a posto.
      Provala pure con pellicole a colori e magari chiedi lo sviluppo "cross processing" per ottenere effetti lomo e vintage.
      Salui, Giulio

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  3. ciao,
    ho appena trovato questa macchina fotografica nell'armadio di famiglia (probabilmente ha accompagnato mio padre negli anni '70-'80). Preavviso che non so praticamente niente di macchine fotografiche.
    Inizio dalla domanda più elementare: come si carica? serve una manovella?
    bisogna stare attenti a qualcosa in particolare? ho anche 2 flash da montare.

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