Visualizzazioni totali

domenica 6 novembre 2011

ARGUS SEVENTY-FIVE (1949)

Il marchio Argus in Italia è pressochè ignoto ma negli USA è una autentica leggenda, cara agli americani come la moto Indian, per i suoi geniali modelli dal fascino insuperato. 
Agli inizi del '900 il colosso Eastman-Kodak regnava incontrastato con le sue soffietto per il medio formato, ma la piccola Argus di Ann Harbor (Michigan) ebbe l'idea geniale di puntare tutto sullo sviluppo del formato 35mm. 
Con l'immenso successo ottenuto dalla piccola A2 in bakelite e dalla sua erede C3 a telemetro ed ottica intercambiabile, Argus contribuì  alla definitiva affermazione del formato 35mm non meno di quanto abbia fatto Leica da noi in Europa!
Argus si cimentò anche nella produzione di biottiche per il medio formato e il modello "Argoflex Seventy-Five" del 1949 ne è un classico esempio. 
La linea è estremamente elegante, di stile art-Decò, con corpo di colore nero realizzato in metallo e bakelite e rifinito con inserti in alluminio. 
Lo sportellino che protegge il mirino a pozzetto è anch'esso in metallo, mentre il mirino è tra i più luminosi in assoluto mai visti su una macchina di questo tipo.
Dal punto di vista tecnico, queste sono le principali caratteristiche:
- Obiettivo con lente ARGUS "Lumar" con focale di 75mm e trattamento antigraffio e antiriflesso
- Otturatore centrale a battente con tempo di scatto singolo e posa B
- Caricamento automatico dell'otturatore quando si fa avanzare la pellicola
- Segnale rosso nella lente che indica quando l'otturatore è stato caricato ed è pronto all'uso
- Inquadratura mediante mirino reflex a pozzetto
- Contatto di sincronizzazione per il flash
- Predisposizione per il fissaggio su cavalletto
Come la quasi totalità delle biottiche, la ARGOFLEX SEVENTY-FIVE produce fotogrammi di un generoso formato quadrato 6x6cm su pellicola 620.
Sebbene ormai fuori produzione, è importante notare che il formato 620 non è altro che l'attuale pellicola 120 montata su un rocchetto più sottile per cui, questa fotocamera è ancora pienamente utilizzabile.
In rete esistono numerosi tutorial illustrati che spiegano passo passo come utilizzare le comuni pellicole 120 nelle macchine di formato 620. Ecco qualche esempio:
www.inficad.com/~gstewart/respool.htm
www.brownie-camera.com/respool/respool.shtml
www.prairienet.org/b-wallen/BN_Photo/Kodak620.htm
www.camerapedia.org/wiki/120_film
www.rapidphoto.net/respool.pdf 
 Un sistema ancora più economico è di impiegare le pellicole 35mm, come mostrato al seguente link:
http://dinnerpicasso.blogspot.com/2008/02/loading-35mm-film-in-kodak-duaflex-ii.html
In questo caso viene sfruttata l'intera area sensibile della pellicola e si ottiene il caratteristico effetto della foto che presenta i fori di trascinamento nella parte inferiore e superiore... un effetto ricreato anche con Photoshop da molti fotografi professionisti!
Concludendo, la ARGOFLEX è una macchina semplice da usare, robusta e realizzata con la massima cura, che, a dispetto dei suoi oltre 60 anni, si presta bene ancora oggi per l'utilizzo in fotografia e fornisce foto di buona qualità. Inoltre, in Italia e anche in Europa questo modello ha un indice di rarità altissimo, non essendo mai stata commercializzata!

Per maggiori info, e soprattutto per vedere esempi di foto scattate con questo modello, visitate i seguenti links:
http://jsurp.tripod.com/id12.html
http://camera-wiki.org/wiki/Argus_Argoflex_Seventy-Five
http://www.flickr.com/photos/olivander/sets/72057594069634232/

Nessun commento:

Posta un commento