Visualizzazioni totali

martedì 17 giugno 2014

YASHICA DENTAL EYE (1985)

Lanciata nel 1985, la YASHICA DENTAL EYE era una fotocamera specificamente progettata per uso medico-scientifico e fu realizzata partendo dalla base della mitica reflex FX-3. Essa essa andò a sostituire la ORAL EYE, che a sua volta era stata sviluppata partendo dalle telemetro Yashica Electro 35.
 
Le modifiche rispetto alla FX-3 erano sostanziali, infatti la DENTAL EYE fu dotata di un ottica fissa con focale di 55mm e apertura diaframma f/4 che incorporava nel barilotto dell'obiettivo anche un flash elettronico ad anello.
 
 
La parte posteriore prevedeva la sostituzione del dorso standard con un dorso dati e un vano batteria sul fondello per alimentare il flash.  
Questa fotocamera era specificamente progettata per ottenere un rapporto macro da 1:10 fino ad 1:1.   
 
Questa, in sintesi, la dotazione tecnica:
- Obiettivo "YASHICA" con lunghezza focale di 55mm e apertura f/4
- Otturatore meccanico con tendine metalliche a scorrimento verticale e con tempi di scatto da 1sec. a 1/2.000sec più la posa B
- Esposimetro Cds con sensibilità ISO da 64-1.000
- Slitta per flash esterno
- Dorso data
 
 
Ovviamente, proprio per il particolare impiego per cui era progettata, la YASHICA DENTAL EYE si fa apprezzare per uno schermo di messa a fuoco particolarmente luminoso e per la eccezionale nitidezza della sua ottica.
 
Tutte caratteristiche che la rendono ideale anche per l'utilizzo in macro-fotografia.
In tal caso si ha a disposizione un prodotto già bello e completo (ottica macro e flash anulare) senza ingombri aggiuntivi e ad un prezzo che inferiore al costo della sola ottica macro per uso professionale.
 
 

martedì 13 maggio 2014

CANON EX AUTO QL (1972)

Il sistema reflex EX di CANON risale al 1969, con l'intento di fornire alla clientela amatoriale un prodotto meno complesso da usare rispetto ai prodotti di fascia professionale.
Il risultato fu, anche in questo caso, una reflex di assoluta eccellenza, caratterizzata dalla robustezza della costruzione e dall'assoluta qualità delle ottiche.
 
Il sistema EX, prevedeva un sistema di obiettivi dedicati specificamente al corpo macchina e che, similmente a quanto avveniva per le Zeiss Contaflex di qualche anno addietro, non era interamente rimovibile ma solo la parte finale dell'obiettivo, cioè quella comprendente la lente, poteva essere svitata e intercambiata con lenti di diversa focale.  
 
 
Sempre per facilitare e velocizzare l'utilizzo della macchina, vi era poi il rivoluzionario sistema di caricamento rapido della pellicola denominato "QL" ossia Quick Loading (Caricamento Rapido) che rende veramente un gioco da ragazzi caricare e riavvolgere la pellicola.
 
 Questa, in sintesi, la dotazione tecnica:
- Obiettivo Canon EX con focale di 50mm
- Diaframma a iride con aperture da f/1.8 a f/16
- Tempi di scatto da 1/8sec. a 1/1.500sec e posa B
- Esposimetro con lettura di tipo TTL e sensibilità ISO 25-800
- Autoscatto
- Slitta per flash esterno con contatto caldo
- Sistema di caricamento rapido "Canon QL"
 
 
Da notare che questa fotocamera è completamente manuale (messa a fuoco, settaggio dei tempi e apertura diaframma), e per funzionare è assolutamente indipendente dalle batterie (solo l'esposimetro richiede una comunissima pila alkalina V625 reperibile a meno di 1 euro). 
 
Si tratta, dunque, di un ottima scelta sia per il collezionista più raffinato (data la sua rarità) che per l'amatore esperto, che non ha mai smesso di scattare a pellicola nonostante l'incedere della tecnologia digitale.
 

lunedì 21 aprile 2014

BENCINI COMET III (1953)

Il marchio BENCINI vanta origini antiche. Fondata a Milano nel 1937 col nome "ICAF", l'azienda cambiò per un breve periodo la sua denominazione in "CMF" per poi assumere, nel dopoguerra,  il nome definitivo "CMF Bencini".
 
Questa azienda ha realizzato una ampia gamma di fotocamere, dalle soffietto alle box, ma i modelli più originali e interessanti sono sicuramente quelli prodotti a cavallo tra gli anni '50 e '60, caratterizzati da un corpo interamente in lega di alluminio pressofuso e uno stile elegante e inconfondibile!
 
 
Prodotta a partire dal 1953, la COMET III è uno dei modelli più originali e ricercati dai collezionisti della casa milanese.
La sua originalità risiede principalmente nella forma del corpo macchina, che è a sviluppo verticale e la rende facilmente confondibile con le cineprese della stessa epoca... probabilmente un modo "tipicamente italiano" per dare ai suoi possessori l'illusione di possedere una (molto più costosa) cinepresa al posto di una semplice fotocamera ma che nel tempo ha fatto di questo modello un vero e proprio oggetto di culto, grazie anche alla sua scarsa diffusione.
 
Quanto all'aspetto tecnico, restano confermate le caratteristiche comuni all'intera produzione Bencini dell'epoca: massima semplicità costruttiva, affidabilità e "fascino cromato" grazie al corpo in alluminio pressofuso.
 
 
- Obiettivo di modello e focale non indicati, costituito da un semplice menisco ma dotato comunque di trattamento antiriflesso
- Diaframma fisso con apertura a f/11
- Otturatore a battente con tempo di scatto singolo (1/50sec.) che non richiede caricamento ed è sempre in posizione di scatto
- Inquadratura con mirino galileiano
- Messa a fuoco su scala metrica a partire da 1,3mt. mediante rotazione della ghiera dell’obiettivo
- Slitta e contatto di sincronizzazione per flash esterno
 
Degno di nota è il fatto che questa fotocamera è del tipo "Half Frame" poichè realizza 16 fotogrammi di dimensioni 3x4cm su pellicola in rulli formato 127. In pratica, da un rullo si ottengono 16 fotogrammi in quanto il formato è la metà rispetto allo standard della pellicola 127.
 
Per questo motivo, la macchina è dotata di un dorso provvisto di due distinte finestrelle: quando si fa avanzare la pellicola, lo stesso numero di fotogramma deve apparire prima in una finestrella, poi nell'altra.
 
Segnalo che la pellicola formato 127 è ancora prodotta da Rollei, Efke e Maco ma, volendo, è possibile anche impiegare le normali pellicole 35mm, come spiegato in questi tutorial:
http://www.iso400.it/index.php/rullino-da-35-mm-su-bencini-comet-comet-s-comet-ii/
http://dicillo.blogspot.com/2007/09/35-mm-in-127-camera-tutorial.html
In qusto caso otterrete un notevole risparmio economico ed, inoltre, le foto presenteranno il singolare effetto artistico dei fori di trascinamento della pellicola nella parte superiore e inferiore.
 

venerdì 28 febbraio 2014

DURST 66 (1956)

Il marchio DURST PHOTOTECHNIK AG. nasce nel 1936 su iniziativa dei fratelli Julius e Gilbert Durst di Bressanone.
 
Dotati di grande inventiva e di una passione per la fotografia, ereditata dal padre, i due fratelli cominciarono presto a sviluppare progetti e a brevettare idee innovative tant'è che una delle loro prime invenzioni fu una macchina per la produzione automatica di cartoline illustrate, molto richieste dai turisti che visitavano l'Alto-Adige.
 
 
Col passare degli anni quest'azienda italiana, famosa soprattutto per la fabbricazione di ingranditori, è diventata una vera e propria multinazionele, sebbene i prodotti di maggior pregio le innovative fotocamere realizzate negli anni '50.
 
Costruita interamente in alluminio pressofuso e disponibile in due versioni (argento e nera), la DURST 66 per il suo stile sobrio ed elegante ricorda molto le fotocamere tedesche per il medio formato 6x6 ma in realtà è interamente figlia dell'ingegno italiano e non manca di alcuni spunti di assoluta originalità.
 
 
Anzitutto, questo modello è dotato di un peculiare esposimetro "ad estinzione" che impiega una finestrella affiancata a quella del mirino. Quello che potrebbe sembrare un telemetro è, invece, un ingegnoso antenato dei normali esposimetri, che consta di una scala di numeri che diventano via via visibili o scompaiono a seconda delle condizioni di luce e suggeriscono all'utente il giusto tempo di posa. Un sistema semplice quanto geniale perchè non è soggetto a guasti o malfunzianamenti col passare del tempo!
 
Un’altro aspetto di assoluta originalità è costituito dall'otturatore, che anzichè essere a molla è di tipo pneumatico. In questo caso,, il meccanismo di carica e scatto si avvale di un piccolo pistone che spinge l’aria attraverso una serie di fori e questi fori con le loro varie dimensioni variano la velocità dell’aria e di conseguenza il tempo di esposizione.
 
Queste le principali specifiche tecniche:
- Obiettivo DURST COLOR DUPLON con focale di 80mm
- Diaframma a iride fra i due gruppi ottici dell’obiettivo, con valori da f/2.8 a f/22
- Otturatore a caricamento pneumatico con tempi di scatto, da 1sec. a 1/200sec. e posa B
- Inquadratura con mirino galileiano
- Messa a fuoco su scala metrica mediante rotazione della ghiera dell’obiettivo
- Esposimetro ad estinzione
- Contattoi di sincronizzazione per flash esterno
- Predisposizione per filtri diametro 22mm
 
Al di la dell'indubbio fascino tecnico, si tratta di un modello prodotto in pochi esemplari ed oggi ormai quasi introvabile. Una vera chicca per intenditori!  
 
Per informazioni più dettagliate su questo modello, visitate i seguenti links:
http://www.iso400.it/index.php/durst-d66/

CANON CANONET 28 (1971)

La CANON CANONET del 1961 costituì il primo passo di Canon dal campo della fotografia strettamente professionale a prodotti dedicati anche all'amatore evoluto.
 
E la Canonet fu un prodotto di assoluta avanguardia. In un epoca in cui per lo più si producevano ancora macchine senza esposimetro, senza telemetro e con ottiche semplificate, per la prima volta fu stravolto ogni schema tecnico. Al di là della tecnica, anche la linea era qualcosa di assolutamente rivoluzionario e avanti di almeno un decennio rispetto alla concorrenza. 
 
 
Dieci anni dopo, nel 1971, il mercato delle compatte a telemetro era ormai diventato appannaggio dei costruttori giapponesi e la CANONET 28 del presente annuncio costituisce l'ultimo passo evolutivo di un modello che già ai suoi tempi avava fatto epoca!
 
Come da tradizione, ancora una volta si tratta di una fotocamera che offre la duplice possibilità di una gestione completamente automatica programmata o semi-automatica a priorità di diaframmi, gestita attraverso la lettura fornita dall'esposimetro con cellula CDS posta intorno ai bordi dell'obiettivo. Il telemetro consente una messa a fuoco sempre accurata.  
 
 
La dotazione tecnica, dopo oltre 40 anni è ancora di tutto rispetto e include:
- Obiettivo CANON con focale di 40mm
- Diaframma con aperture variabili tra un massimo di f/2.8 e un minimo di f/16
- Otturatore centrale lamellare di tipo COPAL a controllo elettronico programmato con tempi di scatto  da 1/30 sec. a 1/600 sec.
- Inquadratura mediante mirino di tipo galileiano, con indicazione del tempo di scatto
- Messa a fuoco accurata mediante telemetro
- Esposimetro di concezione moderna di tipo CDS con sensibilità da 25-400 ISO
- Attacco a vite per filtri diametro 46mm
- Slitta per flash esterno dotata di contatto caldo
- Possibilità di comando a distanza dell'otturatore mediante cavetto flessibile
 
Per il resto, questa fotocamera è quanto di più semplice vi sia da utilizzare: un gioco da ragazzi per chi non ha mai scattato una foto con una macchina meccanica ma anche uno strumento compatto e di qualità da tenere sempre con se per cogliere l'attimo!
 
L'esposimetro e l'elettronica sono alimentati da una comune batteria alkalina V625 e ciò basta a garantirne il corretto fiunzionamento e risultati sempre eccellenti.
Cos'altro aggiungere... la Canonet è ormai una icona della fotografia, tant'è che nel 1998 le è stato dedicato pure un film intitolato "Pecker" con Edward Furlong e Christina Ricci. Un film che ha per protagonista una Canonet ma che è un vero e proprio inno alla fotografia... ASSOLUTAMENTE DA VEDERE!